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Giù dalle auto blu si sale sull’autobus Dirigenti inclusi

I dipendenti pubblici, manager compresi, dovranno utilizzare i mezzi pubblici se consentono un risparmio, senza valutare se l’auto blu è più efficace. Arriva una nuova stretta per le «vetture di servizio» utilizzate dalle amministrazioni pubbliche, che si estende questa volta – come richiesto da una ordinanza del Tar del Lazio – anche agli organi costituzionali, alle Regioni e agli Enti locali, finora esclusi da un regime di maggiore austerity. Le uniche «auto blu» che saranno escluse, come espressamente previsto dalla legge, sono quelle «in dotazione al capo dello Stato, ai presidenti del Senato e della Camera, del presidente del Consiglio dei ministri e del presidente della Corte costituzionale e le auto blindate adibite ai servizi istituzionali di pubblica sicurezza».
La firma di Monti al decreto
A firmare il decreto con la nuova «stretta» è stato il presidente del Consiglio Mario Monti, che ha raccolto le indicazioni del ministro della Funzione pubblica Filippo Padroni Griffi. E a scanso di furbate, ha previsto anche che nel monitoraggio attivato, che si conclude tra una settimana, dovranno essere comunicati tempestivamente, e non più dopo 30 giorni, anche gli acquisti o le prese di possesso di auto, evitando che sfuggano gli utilizzi di durata inferiore ad un mese.
Una scelta che, si dice convinto l’esecutivo, porterà «risparmi significativi» per le casse dello Stato. E che trova l’immediato plauso da parte dell’Italia dei Valori, convinta di essere però sola in Parlamento a sostenere queste iniziative. «Le sagrestie dei partiti – commenta Antonio Di Pietro – come hanno dimostrato ieri con Cosentino, sanno solo vendersi al miglior offerente».
Rivendica la paternità della battaglia l’ex ministro Renato Brunetta. «Non posso che esprimere soddisfazione per l’iniziativa del presidente Monti – afferma l’ex ministro – sull’utilizzo delle autovetture di servizio e di rappresentanza da parte delle pubbliche amministrazioni, un provvedimento che prosegue sulla strada tracciata dal governo Berlusconi e dal sottoscritto negli ultimi tre anni e mezzo».
Le auto blu sono nel mirino da tempo. Qualche anno fa è iniziato un rigido monitoraggio, al quale alcuni ministeri avevano cercato di sfuggire. Poi la stretta vera è propria è arrivata lo scorso agosto per mano dell’ex ministro Renato Brunetta ma per il Tar non era abbastanza: i magistrati amministrativi hanno chiesto infatti di applicare le nuove regole a tutte le istituzioni, nonché alle amministrazioni che utilizzano anche solo una autovettura di servizio.
Il decreto di questa estate prevedeva poi l’obbligo di utilizzare i mezzi di trasporto pubblico in alternativa alla macchina di servizio solo qualora ne fosse assicurata «uguale efficacia».
Per sapere quanto davvero si è risparmiato complessivamente grazie alle politiche di rigore bisognerà aspettare comunque almeno il 20 gennaio. Al momento su 8.160 amministrazioni oggetto del monitoraggio, ne mancano all’appello circa 2.500. Le prime indiscrezioni parlano comunque di una riduzione del 5% del parco auto delle amministrazioni pubbliche, concentrato nelle vetture della fascia più alta.
Ci sono anche le auto «grigie»
«Ci aspettiamo un calo del 5% – ha detto Carlo Flamment, presidente del Formez, Istituto che cura il monitoraggio per conto del ministero della Funzione pubblica – e ci aspettiamo che si concentri nelle “blublu” (quelle di rappresentanza assegnate alle alte cariche dello Stato, delle magistrature, ma anche agli organi di governo delle amministrazioni locali) e blu (utilizzate dalla dirigenza apicale)».
In pratica, a fronte di quasi 71.662 auto «di servizio» complessive censite nel 2010, ci si aspetta un calo di 3.500 vetture. Ma per le auto «blublu» e blu (rispettivamente 1.940 e 10.008) ci si aspetta un calo tra il 10% e il 20% (con una contrazione nel complesso che potrebbe riguardare oltre 2.000 auto). Tutto ciò è stato possibile anche grazie alle norme che prevedono la limitazione degli assegnatari delle auto di servizio e l’utilizzo di mezzi di trasporto alternativi.
Non bisogna dimenticare che per arrivare alla cifra complessiva delle oltre 71 mila vetture, ci sono anche – e son la maggioranza – 59.714 auto «grigie», quelle a disposizioni degli uffici per servizi operativi.
Attorno a questo parco auto lavorano 35 mila persone (13.667 delle quali autisti), per una spesa del per una spesa, solo per il personale di 1,2 miliardi di euro. A questa si aggiunge quella per la gestione pura pari, secondo gli ultimi dati, a 406 milioni di euro in calo del 2% sull’anno precedente (-4% se si considerano le auto blu e quelle blu blu). Se si considerano anche ammortamenti e logistica la spesa per la gestione lievita fino a 650 milioni di euro.

Fonte: L'Eco di Bergamo

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