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Furlan: «Nessuna copertura, sì alle sanzioni»

&laquo;Nessuna difesa ‘a prescindere’. Si facciano le verifiche e, in base alle regole esistenti, si applichino senza dubbio le sanzioni per chi si fosse comportato in maniera scorretta&raquo;. Il segretario generale Annamaria Furlan sgombra il campo dall&rsquo;ipotesi di una ‘copertura’ dei vigili di Roma da parte della Cisl. Avverte per&ograve; sindaco e governo: &laquo;Questi episodi non si evitano con nuove leggi, ma attraverso il confronto e la contrattazione&raquo;. <br /><br /><strong>Il presidente del Consiglio, a proposito della questione dei vigili, ha subito scritto un tweet per dire che la riforma del Pubblico impiego</strong> <strong>va accelerata…</strong> <br /> Non vedo la necessit&agrave; di nuove leggi in questo caso. Ci sono gi&agrave; regole chiare in materia e i dirigenti pubblici hanno a disposizione le armi per sanzionare i comportamenti scorretti. E soprattutto per evitare che si verifichino disagi ai cittadini. Certo, fa specie che facciano cos&igrave; rumore alcuni vigili che &ndash; lo confermeranno o meno le indagini interne &ndash; sono stati assenteisti e non le centinaia di migliaia di altri lavoratori pubblici che negli ospedali, sui mezzi di trasporto e in altri luoghi hanno lavorato il 31 dicembre o il 1&deg; gennaio adempiendo al loro dovere e non solo. <br /><strong><br />Certo, per&ograve; quando i ‘malati’ di un servizio</strong> <strong>pubblico essenziale arrivano all&rsquo;83% difficile che non facciano</strong> <strong>notizia…</strong> <br />Ripeto: si facciano le verifiche e si applichino subito le sanzioni previste. Ma non si dica che servono nuove leggi pi&ugrave; stringenti contro i fannulloni. Piuttosto per il Pubblico impiego bisogna rinnovare il contratto, visto che &egrave; bloccato da 6 anni. Occorre un confronto continuo con le parti sociali&nbsp;per migliorare le condizioni di lavoro e le prestazioni all&rsquo;utenza. Questi episodi di malcostume, invece, sono il frutto anche di una chiusura del dialogo, di vertenze e situazioni lasciate incancrenire senza arrivare mai a un&rsquo;intesa, come appunto &egrave; accaduto per i vigili a Roma o per il trasporto pubblico. <br /><br /><strong>Perci&ograve; dite ‘no’ all&rsquo;estensione delle nuove regole sul licenziamento previste dal Jobs act anche al settore pubblico?</strong> <br />Ma in questo caso lo ha detto anche il governo: il Jobs act si applica al settore privato, quello pubblico ha natura diversa&nbsp;e norme proprie, a partire dalle assunzioni per concorso. Se invece si vogliono comunque modificare le regole, il governo dovrebbe convocare un tavolo per discuterne. La sede ideale &egrave; il rinnovo del contratto del Pubblico impiego nelle sue due parti: normativa ed economica. <br /><br /><strong>Si torna sempre allo stesso punto… Solo che l&rsquo;esecutivo di Renzi non sembra intenzionato a concordare con i sindacati</strong> <br /><strong>l&rsquo;azione politica.</strong> <br />E sbaglia. Non vuole intendere ci&ograve; che invece &egrave; evidente e che ha sottolineato anche il capo dello Stato: non &egrave; questo il momento di alimentare scontri ma di ricercare il dialogo. Per rilanciare il Paese occorre un patto sociale forte. <br /><br /><strong>Un patto per fare cosa? Il governo appunto sta gi&agrave; spingendo l&rsquo;acceleratore sulle riforme…</strong> <br />S&igrave; ma &egrave; troppo concentrato sulle regole, sulle norme, mentre non mi pare che si discuta abbastanza di crescita e sviluppo che sono le vere priorit&agrave;. Se l&rsquo;obiettivo &egrave; far tornare a crescere l&rsquo;occupazione, la modifica di qualche norma sul mercato del lavoro serve a ben poco, in assenza di ripresa. &Egrave; necessario invece affrontare i nodi strutturali del Paese: infrastrutture, ricerca, lotta alla corruzione, snellimento burocratico. E soprattutto &egrave; necessaria una riforma fiscale che diminuisca il costo del lavoro, lasci pi&ugrave; soldi nelle buste paga e negli assegni pensionistici, tenga conto dei carichi familiari. Di tutto questo vorremmo tanto discutere con il governo. <br /><br /><strong>Intanto il blocco degli sfratti non &egrave; stato prorogato: siete preoccupati?</strong> <br />Certo, &egrave; un momento difficile per molti cittadini. Ma penso che il tema vada inquadrato in quello pi&ugrave; generale della lotta alla povert&agrave; e del diritto alla casa. Altre grandi questioni <br />sulle quali confrontarsi.

Fonte: Avvenire

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