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Fisco, non ci sono solo i dirigenti

Nessun blocco negli uffici dell’Agenzia delle entrate. Né tantomeno dei rimborsi Iva. Se ci sono stati rallentamenti, dovuti all’impasse dell’Agenzia delle entrate sul post sentenza della consulta, che ha dichiarato illegittimi i dirigenti incaricati dell’Agenzia delle entrate, i funzionari nelle diverse direzioni si stanno dando da fare e anche quest’anno chiuderanno gli obiettivi prefissati dalla stessa Agenzia.

In questa vicenda che vede ormai contrapposte due anime, quasi due tifoserie, con descrizioni diverse della situazione dell’amministrazione, una cosa è comune: il malumore che serpeggia sia tra i 1.200 incaricati, che si sono visti dalla sera alla mattina decurtare lo stipendio, a parità di funzioni, di circa due terzi, sia tra i restanti 39.000 colleghi che non riescono a comprendere l’azione di discreditamento del loro lavoro.

Vincenzo Patricelli, responsabile delle politiche fiscali di Flp, Federazione lavoratori pubblici e funzione pubblica, prova a raccontare a ItaliaOggi cosa raccoglie dai colleghi che lavorano in prima linea tra rimborsi, reclami e rapporti con il contribuenti e che stanno continuando a far funzionare la prima amministrazione dello stato.

Domanda. Cosa le segnalano i dipendenti dell’Agenzia sull’attività degli uffici?

Risposta. I lavoratori sono demotivati e delusi. Si sentono abbandonati dal vertice dell’Agenzia che continua a far passare il raggiungimento degli obiettivi degli anni scorsi come patrimonio di 800 colleghi e non si cura minimamente degli altri 39.000. Nonostante ciò, continuano a rimboccarsi le maniche e a fare il loro dovere, ogni giorno, anche in situazioni difficili.

D. Vogliamo fare chiarezza sulla questione dei rimborsi Iva e degli obiettivi. Al sindacato risulta un blocco dovuto alle conseguenze della sentenza 37/2015 sull’illegittimità dei dirigenti…

R. Noi abbiamo informazioni diverse. È vero che siamo leggermente indietro sui rimborsi Iva alle imprese ma ciò non è dovuto alla perdita degli ex incaricati bensì a ritardi nell’accreditamento dei fondi. Tant’è che stiamo rapidamente recuperando e siamo certi che le imprese riceveranno presto il dovuto. Sono informazioni ricevute da almeno un direttore regionale e confermate da diversi direttori provinciali nel corso di riunioni sindacali. Mi lasci dire però che sui rimborsi Iva alle imprese è stata costruita una campagna stampa tanto ingiustificata quanto inquietante.

D. Avete i numeri sul raggiungimento degli obiettivi? Come stanno le cose per il suo sindacato?

R. Come le dicevo, c’è un forte senso di rivalsa dei colleghi che vogliono dimostrare che sono loro a raggiungere gli obiettivi e certamente non solo i pochi incaricati che, per inciso, sono parte integrante dei 40.000 lavoratori dell’Agenzia. Noi ce lo abbiamo ben presente, è qualcun altro che sembra essersene dimenticato e pensa solo ad alcuni.

D. ItaliaOggi già il 25 aprile aveva evidenziato che non si stava facendo la convenzione tra voi e il ministero dell’economia. Poi improvvisamente diventa un problema quasi di democrazia. Cosa succede?

R. Vorremmo saperlo anche noi. Mi sembra fisiologico che di fronte a un decreto legislativo che riorganizza il fisco le convenzioni vengano ritarate. Comunque, sono anni che le convenzioni si firmano sempre più tardi, almeno a metà anno. Purtroppo però, anche questo è diventato oggetto della campagna stampa di cui le parlavo.

D. Cosa vi aspettate che facciano i vertici dell’Agenzia delle entrate e la politica per risolvere la situazione?

R. La bozza di decreto legislativo sulla riorganizzazione del fisco mantiene il modello delle agenzie, il più avanzato nella pubblica amministrazione. Anche se da sola, senza una vera interlocuzione politica di qualità sul fisco, l’autonomia rischia di divenire autoreferenzialità. Vorremmo che si guardasse alle agenzie fiscali e alle persone che vi lavorano come servitori dello stato. Vorremmo che dai decreti delegati uscisse fuori un concetto di fisco più vicino ai cittadini, che abbandoni i controlli di massa e invasivi per concentrarsi sull’uso delle banche dati. Vorremmo essere i consulenti delle imprese, delle partite Iva e delle fasce più deboli della popolazione, volano per la ripresa, strumento di equità. Vogliamo che le regole vengano rispettate, non aggirate, meno che mai nascondendosi dietro il bene del paese. Se non ci sono colpi di mano, siamo sulla buona strada. Per il personale chiediamo più considerazione, valorizzazione delle professionalità esistenti, fine dei tagli indiscriminati e rinnovo dei contratti. Dal vertice dell’Agenzia sinceramente non ci aspettiamo granché, ha dimostrato di essere inadeguato, di impegnarsi solo per pochi, ha ormai perso il polso della situazione. Da mesi lavoriamo non insieme al vertice ma potremmo dire nonostante il vertice, che appare sempre più distante dai lavoratori.

Fonte: Italia Oggi

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