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Ex Inpdap, pensioni magre

Pensioni più magre a partire da novembre per i pensionati pubblici (iscritti all’ex gestione Inpdap) titolari di altri redditi. Nel messaggio n. 14635/2012, infatti, l’Inps comunica di aver completato la verifica delle loro situazioni reddituali relative all’anno 2010 influenti sulla misura delle prestazioni collegate al reddito eventualmente percepite (la vecchia operazione Red). L’istituto ha provveduto, quindi, a disporre il recupero degli importi non spettanti a partire sulle rate di pensione del prossimo mese di novembre (massimo 60 rate). La verifica ha riguardato il diritto alle pensioni ai superstiti e alla somma aggiuntiva (la cosiddetta quattordicesima) erogati nel corso dell’anno 2011.

La verifica reddituale. L’Inps ha effettuato la consueta operazione finalizzata ad accertare la sussistenza del diritto alle prestazioni cosiddette collegate al reddito (cioè quelle il cui diritto dipende dal reddito percepito dal pensionato) e nello specifico il diritto alla pensione ai superstiti e alla somma aggiuntiva. Una volta tale verifica veniva condotta sulla base di dichiarazione resa dallo stesso pensionato interessato. La legge n. 102/2009 (conversione del dl n. 207/2008) ha cancellato l’obbligo a carico dei percettori di fornire i dati utili alla verifica, stabilendo che sono tenuti gli stessi enti erogatori a recuperare questi dati fiscali tramite collegamento telematico con l’amministrazione finanziaria (tenuta a mettere a disposizione i cosiddetti redditi influenti). Nel messaggio l’Inps comunica di aver effettuato i controlli e di applicare le risultanze delle verifiche sulla rata di pensione relativa al prossimo mese di novembre.

Pensione ai superstiti e quattordicesima. L’Inps spiega che, nel caso in cui sono risultati erogati importi superiori rispetto a quelli spettanti a titolo di pensione ai superstiti, il debito complessivo accertato, relativo al periodo dal 1° gennaio al 31 dicembre 2011, verrà posto in recupero a decorrere dalla rata di pensione relativa a novembre 2012. Parimenti, nel caso in cui la somma aggiuntiva erogata nel corso dell’anno 2011 sia risultata d’importo superiore a quella spettante sulla base della verifica reddituali; con la rata di novembre, in altre parole, l’Inps provvederà al recupero dell’importo eccedente quanto effettivamente spettante. Ai pensionati interessati verrà recapitata una lettera informativa in cui è comunicato l’importo del debito relativo alle somme erogate ma non spettanti, con le relative modalità di recupero.

La trattenuta. La trattenuta operata, spiega l’Inps, sarà pari a un quinto dell’importo complessivo della pensione, comprensiva anche dell’indennità integrativa speciale, se corrisposta come emolumento a se stante, al netto delle ritenute Irpef e con un recupero in un massimo di 60 rate. Nei casi in cui la rateizzazione massima non sia sufficiente a estinguere tutto il debito accertato, l’importo che ancora residua sarà recuperato, sempre nei limiti di legge, sulla pensione diretta. Qualora dovesse residuare un ulteriore debito, la sede Inps territorialmente competente provvederà a convocare il pensionato per concordare le modalità di restituzione di quanto non recuperato con le trattenute sulle pensioni.

Ricorso. È possibile entro 30 giorni dalla ricezione della lettera-comunicazione relativa alla verifica.

Fonte: Italia Oggi

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