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Esuberi Pa: Fp Cgil, Patroni Griffi dia cifre complete

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“Come già capitato in passato, mi trovo in accordo con il ministro Patroni Griffi sui suoi buoni propositi. A dividerci è però la loro messa in pratica. Sarebbe stato opportuno a tal fine evitare le fughe in avanti e i proclami sulla carta stampata. Un ravvedimento tardivo, il suo, che interpretiamo come un’autocritica. Se vuole rispettare le persone che si celano dietro le cosiddette eccedenze, la fumosa formula utilizzata per evitare la parola esuberi, cominci col dare numeri completi, senza cioè depennare gli enti in cui la spending review causerà la maggiori perdite occupazionali”.

Con queste parole Rossana Dettori, segretario generale Fp Cgil, risponde al ministro della Funzione Pubblica che l’aveva esortata a una maggiore cautela commentando le dichiarazioni rilasciate dalla sindacalista a margine del comizio di chiusura dello sciopero generale europeo contro le politiche di austerità, tenutosi stamane in Piazza Farnese a Roma.

Così afferma il ministro: “Leggo che la dottoressa Rossana Dettori, segretario generale della Fp Cgil, lancia un nuovo allarme circa il rischio esodati nel pubblico impiego. A mio modesto avviso – ha affermato – sarebbe opportuna una maggiore cautela visto che stiamo parlando non di numeri e cifre bensì di persone in carne ed ossa. Tanto maggiore prudenza mi permetto di consigliare alla dottoressa Dettori, la quale il 29 ottobre scorso a proposito degli esuberi nella Pubblica Amministrazione parlava di “decine di migliaia di persone” e invece sono 4028 eccedenze”.

Prosegue Dettori nella sua replica: “Tra gli enti non compresi nella lista fornita ieri a Palazzo Vidoni, oltre ad alcuni mMinisteri, alle autonomie locali e al mondo del lavoro in sanità, spicca l’assenza, sottolineata dallo stesso Ministro, del nuovo Inps. Parliamo di numeri sostanziosi. Proprio per questo i lavoratori degli enti previdenziali manifesteranno domattina in Piazza Montecitorio a Roma. Se Patroni Griffi avesse avuto la stessa cautela a cui oggi giustamente mi esorta, quei lavoratori non sarebbero terrorizzati. Quanto all’appellativo ‘dottoressa’ – conclude Dettori – correggo il ministro: sono una semplice caposala del servizio sanitario nazionale temporaneamente prestata all’attività sindacale”.

(FONTE: www.rassegna.it)

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