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Esame congiunto con i sindacati sugli esuberi

Esame congiunto con i sindacati più esteso, sui rapporti di lavoro e la gestione dei processi di mobilità ma non sulla riorganizzazione degli uffici, e il ritorno della valutazione di risultato nella forma di una norma transitoria da applicare nella fase di blocco dei contratti (fino alla fine del 2014). Sono queste le due principali novità emerse nell’incontro con i sindacati voluto dal ministro per la Pa e la Semplificazione, Filippo Patroni Griffi, nel giorno in cui il Governo ha posto la questione di fiducia sulla spending review.
Il pacchetto “pubblico impiego” cambia di poco con il maxi-emendamento che fotografa le modifiche introdotte in commissione Bilancio ma imbarca due novità che potrebbero facilitare la gestione dei tagli programmati sulle dotazioni organiche (20% sulle dirigenze e 10% sul personale). Si tratterà di un percorso «non traumatico – ha detto il ministro – a differenza di quanto accaduto in Paesi a noi vicini». L’auspicio è che il processo venga condiviso il più possibile (ma non concertato) con le rappresentanze sindacali, sapendo che i tempi sono stretti per il varo dell’intera operazione ma consentiranno tempi più lunghi per l’intera attuazione, che dovrebbe concludersi nel 2015.
Ieri Filippo Patroni Griffi ha spiegato che per conoscere i numeri del personale in sovrannumero rispetto alle ridotte dotazioni organiche bisognerà aspettare fine ottobre, data del varo dei decreti del presidente del Consiglio. Si dovrebbe viaggiare sugli 11mila addetti per ministeri ed enti pubblici non economici, mentre gli «esuberi» della Pa territoriale, Comuni e Province in particolare, dovrebbe sfiorerà le 13mila unità. Ma per verificare quest’ultimo dato bisognerà aspettare l’effetto del taglio previsto con la norma sui fabbisogni del personale in rapporto ai residenti che, nei Comuni, terrà conto anche dei dipendenti delle società controllate.
Gli strumenti per gestire gli esuberi rispetto alle nuove dotazioni organiche sono quelli noti: pensionamenti facilitati e mobilità collettiva, che verrà gestita in un quadro di relazioni sindacali in cui riprende spazio l’esame congiunto, anche se per la riorganizzazione e le scelte delle amministrazioni non si andrà oltre la mera informazione.
In attesa del rinnovo dei contratti (2015) si rilancia poi il tema della valutazione dei risultati cui legare il trattamento accessorio, con una norma transitoria che indurrà i dirigenti ad effettuare la valutazione sulle performance di dipendenti e uffici, sapendo che, in caso di risorse disponibili, sarà possibile procedere a una premialità selettiva: una soglia non inferiore al 10% dei dipendenti di ogni amministrazione potrà beneficiare di un trattamento accessorio superiore del 10–30% rispetto agli altri colleghi.
Per Patroni Griffi, nonostante lo sciopero confermato da Cgil e Uil il 28 settembre, «è opportuno» proseguire ora con i sindacati un confronto «serio», fuori dalle logiche consociative. La Cisl ha sciolto con un «no» la riserva sullo sciopero volendo affrontare con l’Esecutivo la gestione dei tagli e i temi dell’accordo del 3 maggio, sottoscritto come si ricorderà per armonizzare al pubblico impiego le nuove regole della riforma del mercato del lavoro. Un’intesa che doveva costituire la base per la delega legislativa prevista dalla riforma per armonizzare privato e pubblico. Ma, ha spiegato il ministro, visto che la spending review «già assorbe alcuni aspetti della delega» e dati i tempi stretti, sarebbe ideale far passare il riordino attraverso «interventi puntuali» sui temi ancora da trattare.

Fonte: Il Sole 24 Ore

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