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Equo indennizzo ai vigili

Da oggi anche i vigili urbani, come tutti gli altri lavoratori del comparto sicurezza, difesa, vigili del fuoco e soccorso pubblico, avranno diritto all’equo indennizzo. Ossia al trattamento economico riconosciuto a coloro che subiscano una menomazione dell’integrità fisica per causa di servizio. E sempre da oggi ai dipendenti della polizia locale sarà riconosciuto anche il rimborso delle spese di degenza per causa di servizio. Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 93 di ieri, entrano in vigore le novità della legge di conversione (legge 18 aprile 2017 n. 48) del decreto sulla sicurezza urbana (n. 14/2017).
Per i vigili urbani, che da anni sull’equo indennizzo reclamavano parità di trattamento con gli altri operatori del comparto sicurezza, il 22 aprile 2017 sarà una data da ricordare. Anche se una piena equiparazione non può dirsi del tutto realizzata visto che il diritto alla pensione privilegiata (ossia a lasciare il lavoro anzitempo in seguito a infortuni o menomazioni per causa di servizio) resterà prerogativa solo delle forze dell’ordine. I maggiori costi sui bilanci locali derivanti dall’estensione dell’equo indennizzo saranno coperti con un fondo di 2,5 milioni l’anno. Le modalità e i criteri per i rimborsi ai comuni saranno definiti con decreto interministeriale (Interno-Mef) che dovrà essere emanato entro il 20 agosto. A festeggiare per l’entrata in vigore del decreto sono anche i sindaci che da oggi avranno più poteri nella tutela dell’ordine pubblico, grazie al Daspo urbano, all’ampliamento del potere di ordinanza (i primi cittadini potranno ora adottare anche ordinanze prive dei requisiti di urgenza e contingibilità per un periodo limitato di tempo, 30 giorni), al giro di vite sui parcheggiatori abusivi e ai patti sulla sicurezza da sottoscrivere con i prefetti. Un ampliamento di poteri e competenze a cui i comuni potranno far fronte con nuove assunzioni nella polizia locale che godrà di soglie di turnover ad hoc pari all’80% per il 2017 e al 100% dal 2018.
Oltre al rafforzamento degli organici, il decreto offre ai sindaci un altro, importante, strumento di prevenzione e controllo del territorio: i sistemi di videosorveglianza. Per favorirne l’installazione da parte dei comuni vengono stanziati 7 milioni di euro per il 2017 e 15 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018 e 2019. Con decreto interministeriale da adottare entro il 21 luglio 2017 (90 giorni dall’entrata in vigore della legge n. 48) saranno definite le modalità di presentazione delle richieste da parte dei comuni interessati nonché i criteri di ripartizione delle risorse.
Altra importante novità del decreto riguarda il coinvolgimento dei privati che potranno attivarsi per installare impianti di sorveglianza tecnologicamente avanzati. L’elenco dei possibili destinatari della norma spazia dagli enti gestori di edilizia residenziale agli amministratori di condominio, dalle associazioni di categoria ai consorzi e comitati fra imprese, professionisti o residenti. Per loro sono in arrivo sconti Imu-Tasi dal 2018 visto che si prevede che i comuni possano deliberare detrazioni in favore dei soggetti che assumono a proprio carico quote degli oneri di investimento, di manutenzione e di gestione dei sistemi di videosorveglianza.

Fonte: ItaliaOggi

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