Questo articolo è stato letto 5 volte

Dopo i negozi la giungla degli orari negli uffici pubblici

Dopo l’apertura di Oriocenter fino mezzanotte per l’avvio dei saldi non si parla d’altro che di liberalizzazione degli orari per gli esercizi commerciali: la possibilità – introdotta dall’ultima manovra finanziaria – per bar, ristoranti, negozi di vicinato, supermercati, centri commerciali e outlet di restare aperti 24 ore su 24 per tutto l’anno, domeniche e festività incluse.
Riflettendo sui vincoli d’orario, però, molti cittadini bergamaschi (come spiega Federconsumatori) più che liberalizzare apertura e chiusura dei negozi vorrebbero soprattutto cercare di «normalizzare» i tempi della burocrazia. Per farsi un’idea basta osservare nella tabella a fianco gli orari praticati dai vari sportelli pubblici della nostra città: una vera e propria giungla in cui non è facile districarsi contando gli impegni di lavoro e familiari.
Nessuno, questo è bene chiarirlo, ha la pretesa che gli sportelli tengano aperti al pubblico sempre: magari 24 ore su 24 come i negozi. Si suppone che gli impiegati debbano svolgere le pratiche anche in ufficio ma sarebbe davvero utile unificare gli orari proprio come avviene per i negozi. Il cittadino bergamasco, che ha necessità di completare una pratica, effettuare un pagamento, o consegnare un documento tra l’altro non deve fare molti chilometri per raggiungere gli uffici competenti: sono tutti vicini e con tempi di attesa ragionevoli (anche se le code non mancano). Ma ogni ufficio prevede orari molto diversi fra loro.
Giungla di aperture
Facciamo qualche esempio: all’Anagrafe centrale di piazza Matteotti ci sono sette diversi sportelli. Aprono tutti alle 8,30 ma qualcuno finisce alle 12,30 altri alle 15,45. Stesso discorso all’Inps di viale Vittorio Emanuele dove gli orari variano anche in base ai giorni. Martedì e mercoledì gli sportelli della direzione provinciale sono aperti fino alle 13 mentre lunedì e giovedì fino alle 15,15.
Confusione anche per gli uffici postali dove l’orario, addirittura, cambia in base alle sedi. Alcuni uffici sono aperti dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 19 e il sabato dalle 8,30 alle 12; altri aprono i battenti solo al mattino dalle 8 alle 14 e sabato dalle 8,30 alle 12.
Pochi servizi il pomeriggio
Chi lavora al mattino e non ha molto tempo, se per caso si imbatte in una coda o in qualche imprevisto, è letteralmente spacciato. Capita spesso al piazzale della Repubblica per i pagamenti da versare agli sportelli di Equitalia che dal lunedì al venerdì chiude alle 13 ma al sabato alle 11.
Chi si trova sempre di fretta al mattino è invece fortunato con gli uffici delle Agenzie delle entrate (sono ben due in centro) perché martedì e giovedì può trovare aperto anche al pomeriggio.
Oltre dieci ore di sportelli sempre aperti (fino alle 18,45) anche per l’Atb point in via largo Porta Nuova e per le pratiche auto dell’Aci. Fra gli sportelli dedicati al cittadino, oltre a quelli elencati in tabella, ce ne sarebbero tanti altri che per motivi di spazio abbiamo omesso. Dagli sportelli di Trenitalia, a quelli dell’Enel, senza dimenticare A2a, e pure il Pra. Anche questi negli orari di apertura e chiusura non seguono nessuna logica d’insieme.
Il consiglio, per organizzarsi al meglio, resta comunque quello di consultare Internet e capire gli orari praticati dai vari uffici. Per gli anziani che non usano il computer la questione si fa più difficile quindi è bene chiedere aiuto telefonando prima.
Un piano per gli orari
Circa sei anni fa era stato anche promosso un vero e proprio «Piano dei tempi e degli orari della città» per risolvere questa confusione che c’è da sempre. L’obiettivo era quello di migliorare la qualità della vita e della città, armonizzando gli orari di scuole, uffici, negozi, trasporti.
Un piano trasversale promosso dalla Giunta Bruni, che puntava a coinvolgere numerosi attori: dalle famiglie alle circoscrizioni, dai servizi comunali a quelli scolastici. Intervenendo sugli orari della città si era studiato anche il modo di ridurre il traffico e di rendere Bergamo più vivibile e meno inquinata. Si era anche pensato di istituire una «giornata del cittadino», in cui, una volta a settimana, uffici pubblici e privati rimanevano aperti a orario continuato.
Un nuovo modo di concepire i servizi sul territorio non più in forma dissociata e indipendente l’uno dall’altro ma in un’ottica di sincronia già testata con successo anche in altri comuni lombardi. In questo momento si parla solo di tagli e innovazione tecnologica ma chissà forse si può ancora rispolverare un’idea di questo tipo.

Vittorio Ravazzini

Fonte: L'Eco di Bergamo

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>