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Dirigenti p.a., ora cambia tutto

Ruolo unico, niente più incarichi a vita e carriere decise in base al merito. Al punto che una valutazione negativa potrà portare alla decadenza dal ruolo. Sarà questo il futuro dei dirigenti pubblici secondo il ddl delega di riforma della p.a. che ieri ha avuto il via libera della camera dei deputati con 253 voti favorevoli, 93 contrari e 5 astenuti. Il testo tornerà ora in senato per l’approvazione definitiva che il governo conta di ottenere prima della pausa estiva, visto che l’accordo politico all’interno della maggioranza prevede che palazzo Madama non modifichi il testo appena votato da Montecitorio. I dirigenti potranno ricoprire solo incarichi di 4 anni (rinnovabili solo tramite concorso o, senza concorso, prorogabili per ulteriori due anni, ma una volta sola). Chi resterà disoccupato potrà essere retrocesso a funzionario, dopo un prolungato periodo di tempo di inattività, ma il licenziamento non potrà scattare in assenza di una valutazione negativa da parte dell’ente. Stop ai dirigenti condannati dalla Corte dei conti. Grazie a un emendamento del M5s, è stata prevista la revoca o il divieto dell’incarico (in settori sensibili ed esposti al rischio di corruzione) per i dirigenti condannati dalla Corte dei conti, anche in via non definitiva. Tra le novità introdotte alla camera, si segnala l’abolizione del voto minimo di laurea per la partecipazione ai concorsi pubblici. Il governo ha fatto invece dietrofront sulla discussa norma «valuta-atenei» che introduceva nei concorsi pubblici il criterio del peso dell’università in cui si è conseguita la laurea. Esteso a 90 giorni (dagli iniziali 60) il termine per far scattare il meccanismo del silenzio-assenso nelle questioni che coinvolgono le p.a. in materia di ambiente e beni culturali. Gli enti potranno far valere il proprio potere di autotutela entro 18 mesi dall’adozione dell’atto. Anche quando questo si sia formato a seguito di silenzio-assenso. Inoltre, con un emendamento a firma del deputato Pd Giovanni Sanga è stato consentito ai pensionati di assumere incarichi pubblici e collaborazioni purché a titolo gratuito. Se si tratta di incarichi dirigenziali, però, la durata non potrà essere superiore a un anno per ciascun ente. Per la Cna il ddl costituisce «una prima, importante, tappa per la costruzione di uno stato efficiente», anche se il riordino delle camere di commercio «presenta luci e ombre». Critica la Cisl secondo cui la riforma «è una scatola vuota perché non porterà cambiamenti nell’erogazione dei servizi ai cittadini».

Fonte: Italia Oggi

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