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Dirigenti, concorso con riserva

Concorso per esami con riserva non superiore al 30% per il personale delle agenzie fiscali. Possibilità di annullare le vecchie selezioni per bandirne di nuove. Il tutto da concludere entro il 31 dicembre 2016. Nel frattempo i dirigenti potranno delegare funzionari della terza area con criteri «oggettivi e trasparenti», a cui saranno attribuite posizioni organizzative: in tutto saranno circa 700 (578 alle Entrate e 117 a Dogane e Monopoli). Ma solo temporaneamente, perché si tratta di una soluzione-ponte fino alla conclusione del concorso. Il maxiemendamento al Dl enti territoriali (Dl 78/2015) votato ieri dal Senato (il testo passa ora all’esame della Camera dove non si attendono modifiche) conferma la soluzione al caso-dirigenti già approvata dalla commissione Bilancio la scorsa settimana (si veda Il Sole 24 Ore del 24 luglio). Una soluzione che dovrebbe mettere fine alle difficoltà createsi nelle agenzie fiscali dopo la sentenza 37/2015 della Consulta del marzo scorso che ha dichiarato illegittime le norme sugli incarichi di funzionari in ruoli dirigenziali senza passare prima da concorso. L’impasse di questi mesi si è tradotta in un rallentamento delle attività che rappresentano il core business delle agenzie. Per quanto riguarda le Entrate è il caso di accertamenti ed erogazione dei rimborsi, tra l’altro alla vigilia dell’arrivo delle richieste relative ai crediti Iva generati dall’applicazione dello split payment nelle forniture con la pubblica amministrazione.
La norma approvata ieri da Palazzo Madama consente di accelerare sul nuovo concorso da dirigenti per soli esami e con una riserva del 30% per il personale già dipendente delle agenzie. Una corsia preferenziale per partire più velocemente rispetto ai tempi che sarebbero stati «garantiti» da quanto già previsto nello schema di Dlgs attuativo della delega ora al vaglio delle commissioni parlamentari per i pareri. Tuttavia bisogna ricordare anche il bon ton istituzionale, perché due concorsi banditi sono ancora pendenti davanti alla giustizia amministrativa e quasi 50mila candidati avevano presentato domanda.
La sfida maggiore, comunque, sembra quella di garantire un’attribuzione delle deleghe in modo trasparente e soprattutto in modo celere una volta entrata in vigore la norma. La scelta dei delegati spetterà ai 300 dirigenti ad interim e questo rischia di non dissipare del tutto i dubbi su decisioni ad personam. Per quanto riguarda la tempistica, invece, saranno prima banditi gli interpelli, poi i diretti interessati dovranno presentare la documentazione sul loro pedigree in Agenzia e sostenere dei colloqui. 
Tutta una serie di questioni di cui si parlerà nell’incontro tra i vertici delle Entrate e i rappresentanti sindacali già domani. In realtà la riunione prevede all’ordine del giorno la definizione degli obiettivi ma è chiaro che, alla luce di quanto accaduto e dell’intervento normativo, bisognerà ragionare sul riassetto complessivo dell’organizzazione del personale: un ripensamento necessario proprio per recuperare il terreno perduto negli ultimi mesi. Mentre sul fronte del Mef si cerca di accelerare per la definizione della convenzione sugli obiettivi che nonostante si sia arrivati alla fine di luglio non è stata ancora emanata.
Senza dimenticare poi che restano dei problemi tuttora irrisolti. È il caso dei circa 700 funzionari retrocessi dalla terza alla seconda area per un vizio procedimentale del concorso in base a quanto deciso dal Tar Lazio a febbraio. Il subemendamento per risolvere la loro situazione non è stato approvato una settimana fa dalla commissione Bilancio. Quindi dovranno rimanere nella seconda area senza vedersi riconosciuto il trattamento giuridico ed economico.

Fonte: Il Sole 24 Ore

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