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Dipendenti pubblici In due anni via in 120 mila

Continuano i sacrifici per i pubblici dipendenti, che hanno portato nelle casse dello Stato 6,6 miliardi di risparmi sulle retribuzioni negli ultimi due anni. Il Consiglio dei ministri ha infatti approvato il blocco delle buste paga anche per il 2014, come annuncia il ministro della Funzione pubblica, Gianpiero D’Alia, alla presentazione del Rapporto semestrale Aran sulle retribuzioni dei dipendenti pubblici. Riparte invece a settembre il confronto con i sindacati sulla parte normativa del contratto, che sarà integrato nel 2015 con il trattamento economico. Tra il 2011 e il 2012 il congelamento del turnover ha determinato 120 mila tagli nel pubblico impiego (il 3,5%, fino a 3.350.000 addetti) e le retribuzioni sono calate dello 0,6% lo scorso anno dopo il -0,7% dell’anno precedente, mentre l’inflazione cresceva del 3%. Lo stipendio medio è sceso a poco più di 34.400 euro l’anno e, nel frattempo, l’età dei dipendenti pubblici è aumentata fino a 47,8 anni nel 2011 dai 43,6 del 2010. È così che le amministrazioni si sono trovate il personale più anziano di tutti i Paesi Ocse, con quasi un dipendente su due over 50, mentre in Francia e in Gran Bretagna sono appena il 30%. All’abbondanza delle persone vicine alla pensione corrisponde la carenza di giovani, solo uno su dieci (il 10,3%) in Italia ha meno di 35 anni, quando in Francia sono il 28% e in Gran Bretagna il 25%. Il settore privato, infine, ha continuato negli anni a registrare aumenti nelle retribuzioni, anche se insufficienti a compensare l’inflazione, con un +1,6% nel 2012 e un +2,1% nel 2011, mentre gli stipendi pubblici calavano dell’1,3%.

Fonte: L'Eco di Bergamo

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