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Dietrofront sulle pensioni pagate il 10

Nel calcolo del nuovo Isee entrano anche le giacenze annue di depositi e conti correnti bancari e postali. In assenza di nuovi interventi di spending review scatta la “clausola di salvaguardia” con la previsione dell’aumento delle aliquote Iva del 10% e del 22% a partire dal 2016 e dal 2018, anche delle accise su carburanti e sigarette. È riconosciuto un bonus bebè di 960 euro annui, erogato con cadenza mensile, a decorrere dal mese di nascita (o di adozione) fino al compimento del terzo anno d’età (o d’ingresso nel nucleo familiare) a condizione che il reddito dei genitori non superi i 90mila euro: sarà un Dpcm a stabilire le modalità di erogazione.

La Ragioneria ha bollinato ieri sera il Ddl stabilità licenziato dal Consiglio dei ministri il 15 ottobre che conferma sostanzialmente le anticipazioni de Il Sole-24 Ore dei giorni scorsi, mentre è previsto oggi a palazzo Chigi l’incontro con i governatori, dopo che le Regioni hanno espresso forti peroccupazioni per i tagli.

Il faccia a faccia esecutivo-Anci è rinviato al 30 ottobre. Nel testo figurano poche novità, dalla ridefinizione del nuovo Isee al chiarimento del Mef sullo slittamento del pagamento dell’assegno di pensione (il differimento al 10 di ogni mese riguarda gli 800mila titolari di due pensioni, Inps e Inpdap e non tutti i pensionati). Stop anche alle modifiche alle commissioni d’esame (restano 3 membri interni e 3 esterni, non più tutti interni, tranne il presidente), la norma potrebbe però essere reinserita nel decreto Buona Scuola di fine anno.

Confermata la stabilizzazione del bonus degli 80 euro, così come il Tfr in busta paga su base volontaria, e le misure sul credito d’imposta su ricerca e sviluppo, con il regime di tassazione agevolata sui brevetti. Nel pacchetto fisco, oltre al nuovo Isee che avrà come riferimento anche il valore medio di giacenza annuo di depositi e conti correnti bancari e postali, si conferma il taglio Irap con il ripristino retroattivo dell’aliquota al 3,9% (dal 3,5%) dal 1° gennaio 2014, mentre dal 2015 scatta la deduzione dall’imponibile Irap del costo del lavoro per i soli contratti a tempo indeterminato. Sul treno della stabilità sale anche la norma “Singapore”, in chiave anti paradisi fiscali, che in attesa di una normativa ad hoc, stabilisce che l’individuazione dei regimi fiscali privilegiati è effettuata con decreto del Mef, con esclusivo riferimento alla mancanza di un adeguato scambio di informazioni. Sui giochi, invece, arriva l’aumento del Preu (prelievo unico) sulle new slot, operazione che decolla dal 1° aprile 2015 (e non più il 1° gennaio). Per contrastare il gioco illegale trova spazio pure la sanzione di 1.500 euro al giorno per chi ha apparecchiature, new slot scollegate, e lo stesso vale per i cosiddetti totem per i giochi on line.

Passiamo al pacchetto lavoro. Si conferma lo sgravio dei contributi per una durata di tre anni sulle nuove assunzioni a tempo indeterminato effettuate nell’arco del 2015. I datori di lavoro sono esonerati dal pagamento di un importo massimo di 8.060 euro su base annua (i contributi saranno versati dallo Stato); la misura è finanziata con 1 miliardo l’anno per il 2015, 2016, 2017 e con 500 milioni per il 2018. Secondo i calcoli dei tecnici del governo, per effetto della cancellazione degli incentivi della legge 407 del 1990 sulle assunzioni dei disoccupati da almeno 24 mesi, la “dote ” è destinata a salire (una prima stima parlava di 1,8 miliardi nel 2015, 3,5 miliardi nel 2016 e 3,7 miliardi nel 2017). Non figura più tra le fonti di finanziamento di questa misura, il taglio alle risorse destinate ad incentivare la stabilizzazione degli apprendisti. Si conferma invece il taglio per 200 milioni degli sgravi contributivi per la contrattazione di secondo livello. Due miliardi andranno al fondo per gli ammortizzatori sociali. Si conferma l’aumento dell’aliquota agevolata sui fondi pensione che passa dall’11,5 al 20%. Sulle ristrutturazioni, insieme alla proroga del bonus fiscale del 65% e 50%, è confermato l’aumento della ritenuta per il bonifico che serve per pagare i lavori (sale dal 4 all’8%).

Fonte: Il Sole 24 Ore

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