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Delega Pa: nei concorsi non varrà solo il voto di laurea, ma anche l’ateneo

Nei concorsi pubblici a fare la differenza non sarà più solo il voto di laurea: potrà contare anche l’Università. Lo prevede un emendamento appena approvato alla delega sulla Pubblica amministrazione, al voto in commissione Affari costituzionali della Camera, che parla di «superamento del mero voto minimo di laurea quale requisito per l’accesso» e «possibilità di valutarlo in rapporto ai fattori inerenti all’istituzione che lo ha assegnato».

Dirigenti licenziabili solo dopo «valutazione negativa»
Non è l’unica novità varata in commissione. I dirigenti pubblici potranno essere licenziati se privi di incarico per un certo periodo ma non sarà l’unica condizione richiesta: l’uscita dal ruolo scatta solo se prima c’è stata una sostanziale “bocciatura” da parte dell’amministrazione. Il collocamento in disponibilità – si legge in un emendamento approvato – sarà «successivo a valutazione negativa».

Niente bonus ai manager se il risultato è negativo
Con un’altra proposta di modifica targata M5S e approvata ieri sera, è stato invece stabilito che gli amministratori di società pubbliche che otterranno risultati negativi non riceveranno bonus o trattamenti economici variabili. «L’emendamento, modificato rispetto a quello proposto inizialmente dal Movimento – spiegano i parlamentari a Cinque Stekke – prevede infatti che l’erogazione di compensi variabili sia legato ai risultati economici ottenuti. Ora sarà fondamentale verificare come il governo tradurrà questo risultato nei decreti delegati. È importante che i bonus siano legati ai risultati, e non solo a rendita di posizione».

Meno discrezionalità nelle nomine dei direttori Asl
E ancora: con un altro emendamento, proposto dal Pd, si limita la discrezionalità nelle nomine dei direttori generali delle aziende sanitarie e ospedaliere: le Regioni nomineranno i Dg non solo basandosi semplicemente sulla rosa di candidati ricavata dall’apposito elenco nazionale attraverso la commissione ad hoc, ma la selezione avverrà tra coloro che hanno aderito al bando, «previo avviso della Regione», esprimendo il loro interesse per la postazione in palio. Insomma si vogliono evitare selezioni poco agguerrite, con candidati non interessati (tutti tranne uno, magari). Restano ferme le regole sulla trasparenza e il monitoraggio delle operazioni.

Fonte: Il Sole 24 Ore

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