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Decreto Pa, guerriglia nella maggioranza Pdl: governo a rischio

Prima l’ostruzionismo mattutino dei Cinque Stelle e le numerose obiezioni di Lega e Sel, poi la crescente fermezza messa in campo dal capogruppo del Pdl, Renato Brunetta, che arriva a dire: «Per noi questo decreto può anche decadere».
L’ex ministro della Pa, che già il giorno prima aveva bollato il testo come una controriforma della «sua» riforma del pubblico impiego, lo afferma davanti al ministro per i Rapporti con il Parlamento, Dario Franceschini, il quale prende atto che «il quadro è cambiato» e il percorso verso l’approvazione finale si complica.
Un veloce Consiglio dei ministri autorizza il ricorso alla questione di fiducia.
Fiducia che, in serata, non è stata tuttavia posta, visto che nel frattempo la mediazione tra Governo e opposizioni (in campo il ministro Gianpiero D’Alia) arriva su una decina di emendamenti M5S e altri firmati da Lega e Sel, e apre la strada per un’approvazione in notturna, sia pure tra mille difficoltà e fermo restando il «nodo politico» irrisolto tra Pdl e Pd.
Dopo una riunione di maggioranza Brunetta ha infatti mantenuto il suo aut aut.
Anzi ha alzato il tiro chiedendo le dimissioni di Rosy Bindi dalla presidenza dell’Antimafia; altrimenti giura, sarà guerriglia: «In Antimafia – dice Brunetta – è successo uno strappo intollerabile, gli strappi hanno dei costi.
Chi ha fatto lo strappo rifletta e su questo il Pdl è unito come un sol uomo».
Per i democratici l’unico a rispondergli è stato Andrea Martella, chiedendo lo stop ai «diktat».
I lavori si sono allungati per tutta la serata sulle modifiche concordate fino a una votazione finale da incassata quasi al limite (208 sì, 11 no e 76 astenuti), visti i tempi ormai strettissimi per un decreto i cui termini scadono mercoledì venturo e che deve passare per una terza lettura in Senato.
Tra gli emendamenti approvati su aspetti centrali del decreto in conversione c’è l’ulteriore stretta sulle spese per consulenze cui potranno far ricorso le amministrazioni l’anno venturo: nel 2014 non potranno essere superiori all’80% di quanto erogato quest’anno, e nel 2015 del 75% di quanto speso nel 2014.
Mentre sul fronte della comunicazione dovuta al Dipartimento funzione pubblica dei dati sul costo del personale, tutte le amministrazioni dovranno ora garantire dati disaggregati e non più di sintesi, ai fini della compilazione della relazione annuale del ministro della Pa al Parlamento.
Viene un po’ ritoccato anche il sistema Sistri per alleggerire i costi a carico delle imprese e l’avvio di una fase di sperimentazione.
Stop, poi, alla privatizzazione della Croce Rossa.
Con un’altra modifica è ricondotta tra le funzioni della nuova Civit (ovvero l’Autorità nazionale anticorruzione e per la valutazione e la trasparenza delle amministrazioni pubbliche) quella di valutazione sulla qualità dei servizi prestati, che prima era stata posta in capo al Dipartimento funzione pubblica.
Su indicazione della Commissione Bilancio sono poi state appostate risorse per 9 milioni, tra il 2014 e il 2016, per garantire la copertura contributiva nei giorni di assenza dal lavoro dei donatori di sangue.
La maggiore spesa prevista sarà poi di 5 milioni l’anno a decorrere dal 2017.
Sul reclutamento tramite concorsi dedicati del personale con contratto a termine, uno dei temi su cui il confronto è stato più acceso in mattinata e che ha tenuto banco nei numerosi interventi «a titolo personale» dei deputati stellati, c’è poi la modifica che ricomprende nelle procedure anche le categorie protette, ovvero i soggetti tutelati dalla legge 68 del 1999 con una percentuale di invalidità superiore ai due terzi: «Se assunti a tempo determinato e hanno svolto almeno tre anni di lavoro negli ultimi cinque anni solari» la loro stabilizzazione «avviene per concorso pubblico e in base all’esperienza acquisita».
Tra gli altri risultati colti da M5S il ritiro da parte del Governo di una modifica approvata in Senato su proposta di Ugo Sposetti (Pd) e che prevedeva la possibile stabilizzazione in Consob anche di contratti a termine giudicati nulli.
Sempre sulle dirigenze, la proroga dei contratti in Aifa non sarà più fino al dicembre ma all’ottobre del 2014.
La Lega ha invece incassato, tra l’altro, il via libera all’emendamento di Massimiliano Fedriga che introduce il divieto di cumulo tra pensione e stipendio per i dirigenti di tutte le società partecipate.
Ma la Lega incassa anche il via libera a una norma che non mancherà di far discutere: l’emendamento introduce l’obbligo di «rendere pubblici nei titoli di coda dei programmi televisivi e radiofonici i compensi dei conduttori, degli ospiti, degli opinionisti, nonché i costi di produzione dei format definiti di servizio pubblico».

Fonte: Il Sole 24 Ore

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