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Decreto lavoro: dagli incentivi alle novità e sanzioni per la sicurezza

L’analisi delle misure del Dl sul Lavoro continua nella seconda puntata della “Guida al Decreto Lavoro”, che sarà in edicola martedì 27 agosto e che sarà dedicata agli incentivi e alle nuove regole in materia di sicurezza, oltre alle novità che riguardano
Startup e Srl.

Il decreto legge 76/2013 introduce alcuni incentivi a favore dei datori di lavoro o per chi punta a diventare imprenditore di se stesso, proprio per promuovere l’occupazione, obiettivo dichiarato esplicitamente nel titolo primo del provvedimento stesso.
Chi assume un under 30 a tempo indeterminato entro il 30 giugno 2015 potrà contare su un bonus pari a un terzo della retribuzione imponibile lorda a fini retributivi, però con un tetto di 650 euro mensili. Chi offre un impiego, sempre a tempo indeterminato, a un disoccupato percettore di Aspi incasserà metà dell’importo mensile dell’assicurazione sociale per l’impiego. Per i progetti di autoimprenditorialità e autoimpiego al Sud sono destinati 80 milioni di euro.

L’attivazione di questi bonus, però, non è immediata e le procedure amministrative per ottenerli potrebbero costituire un ulteriore aggravio burocratico.
Il Dl 76, convertito nella legge 99 pubblicata sulla «Gazzetta ufficiale» 196 del 22 agosto, ritocca anche le sanzioni in materia di sicurezza, oltre a estendere tutte le tutele previste dal Testo unico ai lavoratori in somministrazione.

In questa guida vengono approfondite, infine, le novità riguardanti start up innovative (vincoli meno stringenti per la compagine sociale e i titoli di studio del personale dipendente), srl (quella “ordinaria” ora può anche avere capitale di un euro), la previdenza (per l’invalidità civile vale come reddito di riferimento quello del solo interessato e non quello dei coniugi – le Casse di previdenza dei professionisti dovranno prevedere interventi per favorire l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro) e l’impiego di cittadini stranieri (si deve prima verificare la non disponibilità di lavoratori italiani o stranieri già presenti in Italia prima di chiedere il nulla osta per uno residente all’estero).

Fonte: Il Sole 24 Ore

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