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Dai tribunali alle Asl c’è spazio anche nel pubblico

L’ultima frontiera per chi ambisce a un tirocinio nel settore pubblico è lavorare in un ente che si occupa di ambiente (l’Actl offre, ad esempio, una guida dal titolo accattivante «Uno stage per l’ambiente»). Ma un po’ in tutti i settori non è difficile inserirsi per un periodo di esperienza di 3 o 6 mesi in un ufficio della Pubblica amministrazione.
Dalle università agli enti di ricerca fino alle Asl, ai tribunali, o ai settori più innovativi della Pa, le proposte non mancano. Le tipologie offerte sono varie. Si va da percorsi amministrativi tradizionali, con compiti di segreteria, a occasioni di formazione in discipline nuove, che permettono ai giovani di toccare con mano come funziona, ad esempio, la gestione del trasporto pubblico locale (come è accaduto in Regione Piemonte) o la macchina organizzativa di un grande evento (è partita la ricerca di personale per Expo 2015).
La ricerca può partire sul web. I portali dei diversi enti (in primis i ministeri) pubblicano bandi e avvisi: fra le proposte più recenti e aperte, spiccano gli avvisi della Regione Veneto, rivolti a laureandi o laureati, in diverse discipline, e destinate agli studenti delle università del territorio, purché non abbiano terminato da oltre 12 mesi. Sovente la Pa si appoggia, inoltre, per la selezione di candidati ai servizi di jobplacement.
Rispetto agli stage in azienda, quelli nella Pa non possono trasformarsi in contratti di lavoro, visto che il reclutamento avviene attraverso il superamento di un concorso. Uno scoglio non indifferente è, inoltre, la «retribuzione». Il comportamento degli enti pubblici non è omogeneo: si va da rimborsi anche di 400 o 500 euro fino alla completa gratuità. Ed è sempre più diffuso, anche nella Pa, il ricorso allo stage per coprire buchi di organico.
«Per questa ragione – spiega Adriana Luciano, rappresentante per il rettore dei collegamenti con il mondo del lavoro presso l’Università di Torino – è tanto più importante nel caso di tirocini con il pubblico la serietà e la qualità del progetto. Lo stage deve davvero essere l’occasione non solo per imparare un lavoro, ma anche per stringere contatti con stakeholder che potranno essere utili per la successiva carriera».
Strada alternativa e precedente rispetto a un tirocinio extracurricolare è candidarsi a un periodo di lavoro durante il percorso di studi. «Le esperienze di successo non mancano – conclude Luciano -. A Torino, ad esempio, è stata ottima la sperimentazione di un ciclo di tirocini nei Tribunali per gli iscritti a giurisprudenza».

PROGETTI MIRATI

Lo stage nel settore pubblico, rispetto al privato, non può trasformarsi in contratto di lavoro in modo automatico, visto che le modalità di selezione degli impiegati nella Pa sono soggetti a regole precise e a procedure di concorso. Per questo, nel settore pubblico, è più che mai importante che il progetto formativo sia chiaro e mirato ad acquisire competenze e che il tirocinante, durante il periodo di formazione, riesca a intrecciare rapporti con attori e stakeholder, che poi potranno rivelarsi utili nella successiva carriera. C’è chi propone di riconoscere qualche punto aggiuntivo, nei concorsi, ai candidati che hanno svolto una stage nella Pubblica amministrazione

Fonte: Il Sole 24 Ore

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