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Costituzione delegazione datoriale entro il 20 giugno. Fac-simile delibera di Giunta

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One thought on “Costituzione delegazione datoriale entro il 20 giugno. Fac-simile delibera di Giunta

  1. L’articolo 1394 del Codice Civile afferma: Il contratto concluso dal rappresentante in conflitto d’interessi col rappresentato può essere annullato su domanda del rappresentato, se il conflitto era conosciuto o riconoscibile dal terzo.
    Anche i contratti di lavoro siglati nel pubblico impiego devono sottostare all’art. 1394 CC.
    Nel pubblico impiego dal qualche decennio vi è una doppia contrattazione:
    • nazionale dove la parte pubblica (Lo Stato) è rappresentata dall’ARAN (Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni) e per la parte privata (i lavoratori) ci sono le Organizzazioni Sindacali;
    • decentrata (quella che ogni ente fa dentro le proprie mura) regolamentata dai contratti nazionali.
    Per tutto il pubblico impiego vi è in ballo vi è una cifra che sia aggira sui 50 miliardi di euro l’anno e che dovrebbe servire per migliorare il livello dei servizi della pubblica amministrazione.
    In sede contrattazione decentrata integrativa del personale degli enti locali non dirigenziale, ai fini della corretta composizione della delegazione trattante di parte pubblica, occorre partire dalle prescrizioni dell’art.10 del CCNL dell’1.4.99: Ai fini della contrattazione collettiva decentrata integrativa, fatto salvo quanto previsto dall’art. 6, ciascun ente individua i dirigenti – o, nel caso enti privi di dirigenza, i funzionari – che fanno parte della delegazione trattante di parte pubblica…….
    La composizione della delegazione trattante di parte pubblica, ai fini della contrattazione integrativa decentrata relativa al personale con qualifica dirigenziale, è disciplinata dall’art. 11 del CCNL del 23.12.1999 secondo il quale “… ciascun ente individua i dirigenti che fanno parte della delegazione trattante di parte pubblica”.
    Detta individuazione della rappresentanza di parte pubblica deve avvenire nel rispetto della distinzione tra attività di indirizzo politico-amministrativo (attribuita esclusivamente agli organi di governo politico dell’ente) ed attività di gestione (riservata solo alla dirigenza). Decreto Legislativo numero 165/2001.
    Presupposto imprescindibile è: il rappresentante di parte pubblica (il dirigente o il funzionario nel caso di enti privi di dirigenza) agisce solo nell’interesse del rappresentato (l’organo politico-amministrativo che a sua volta rappresenta i cittadini).
    Pur essendo certi che il rappresentante di parte pubblica agisce solo nell’interesse del rappresentato non si deve escludere anche la possibilità che detto rappresentante di parte pubblica agisca, in una materia che vede coinvolta la valorizzazione economica del proprio lavoro, anche nell’interesse proprio.
    La contrattazione decentrata rappresenta la trattazione di argomenti che comportano lavori aggiuntivi che vengono liquidati sommando gli stessi allo stipendio base che nasce dal Contratto Nazionale di Lavoro.
    Negli ultimi anni la parte di stipendio derivante dalla contrattazione decentrata è diventata sempre più cospicua, per i dirigenti rappresenta circa il 70% del percepito.
    Affidare la rappresentanza di parte pubblica della contrattazione decentrata ai suoi stessi beneficiari potrebbe configurarsi come conflitto di interessi?
    Sottoscrivere un contratto, in nome e per conto dei cittadini e con risorse economiche dei cittadini, è un’alta responsabilità decisionale oppure è un puro atto di gestione amministrativa?
    L’ARAN afferma che il rappresentato, cioè l’organo politico-amministrativo, deve impartire al rappresentante di parte pubblica (dirigenti e funzionari) delle direttive ben precise.
    Nel presupposto che dette direttive vengano sempre impartite e che siano sempre ben precise, al rappresentante resta sempre un margine di flessibilità nella trattativa che comunque pone in evidenza la questione del conflitto d’interessi.
    Poiché l’annullabilità, ai sensi dell’art. 1394 del Codice Civile, è posta nell’interesse del rappresentato, essa non opera se questi era consapevole del conflitto ed ha comunque autorizzato il compimento del negozio.

    La domanda da porsi è: gli organi politico-amministrativi sono consapevoli, quando nominano dirigenti e/o funzionari come parte pubblica nelle delegazioni trattanti, che i loro rappresentanti sono in conflitto di interessi?
    Considerando che gli organi politico-amministrativi sono a loro volta rappresentanti del popolo (il terzo) diventa lecito chiedersi: il popolo è consapevole che i dirigenti e/o i funzionari sono in conflitto di interessi quando lo rappresentano in delegazione trattante per la ripartizione del fondo di incentivazione?

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