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Corte dei conti. Diffusi ieri Linee guida e questionari sui consuntivi dei Comuni e delle Province Per i revisori locali allerta sulla cassa

Uno sguardo più attento alle dinamiche della cassa, che spesso nascondono i problemi reali dietro a bilanci apparentemente tranquilli; un focus sulla gestione dei residui attivi, in particolare negli enti che stanno sperimentando la riforma della contabilità pubblica; un grido di allarme sulle Province ed esami più semplici sul Patto di stabilità. Si possono riassumere così i contenuti delle nuove Linee guida della Sezione autonomie della Corte dei conti per i revisori dei conti degli enti locali, diffuse ieri dalla magistratura contabile. Linee guida e questionari che, come agli inizi di questa forma di controllo collaborativo inaugurata dai commi 166 e seguenti della Finanziaria 2006, tornano a distinguere nettamente le fasi di rilascio delle istruzioni sui consuntivi da quelle relative ai preventivi. Delibera, linee guida e questionari diffusi ieri, infatti, riguardano solo i consuntivi 2012, mentre gli indirizzi sui bilanci di previsione di quest’anno arriveranno in un secondo momento: colpa del caos normativo che circonda la finanza locale, ovviamente, e che ha spostato al 30 settembre il termine di chiusura dei preventivi 2013 ma deve ancora dire parole chiare sulla distribuzione dei tagli da spending review, sul quadro delle entrate tributarie dei Comuni, sull’individuazione degli enti virtuosi da escludere dall’obiettivo generale di Patto e così via. Guardando ai rendiconti, la Corte chiede ai professionisti impegnati nella revisione contabile di aprire a fondo gli occhi sulle dinamiche di cassa, riportando gli andamenti di incassi e pagamenti per tutti i titoli del bilancio, evidenziando l’utilizzo di anticipazioni di tesoreria e il quadro dei rimborsi a breve e lungo termine. Strategico, nei questionari, è anche il tema del riaccertamento dei residui attivi, cioè delle entrate iscritte a bilancio ma mai portate in cassa. Il dato è rilevante anche per verificare la corretta costruzione del fondo di svalutazione, cioè la forma di garanzia introdotta dal Dl 95/2012 che chiede di coprire per questa via almeno il 25% dei residui attivi ancora iscritti a bilancio anche se più vecchi di cinque anni. Da questo punto di vista, è essenziale la responsabilità dei revisori, che possono escludere dagli obblighi di copertura una quota dei residui purché garantiscano l’elevata probabilità di una loro riscossione. La dinamica dei residui, attivi e passivi, assume poi una veste particolare per le amministrazioni che hanno avviato la sperimentazione della nuova contabilità: la «competenza breve» prevista dalle nuove regole, che avvicina il calendario delle scritture contabili con quello di incassi e pagamenti, impone infatti anche di riallineare la serie storica, vero valore aggiunto dei questionari. Nelle linee guida scritte dalla Sezione trova spazio anche un allarme sulla «diffusa presenza di aspetti critici» che potrebbe emergere dai nuovi questionari, «specie per la finanza provinciale»: le continue altalene normative riguardano, infatti, tutti gli enti locali, ma nel caso delle Province hanno raggiunto un’intensità tale da poter mettere a rischio l’equilibrio generale dei loro bilanci.

Fonte: Il Sole 24 Ore

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