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Contratti e indennità bloccati in 5 anni persi 6.000 euro

Per il pubblico impiego è una vera doccia fredda. Anzi, gelata. In cinque anni, cioè sommando il blocco dei contratti e lo stop all’indennità di vacanza contrattuale partito nel 2010 e destinato ormai a incorporare anche il 2014, i dipendenti pubblici perderanno circa 6.000 euro. Il calcolo lo ha fatto la Funzione pubblica Cgil, valutando un punto di inflazione circa 20 euro al mese in media, quindi 240 euro all’anno per cinque anni. E siccome i punti d’inflazione persi sono stati circa 10 ma il meccanismo agganciato all’indice statistico Ipca consente di recuperarne solo la metà, ecco che la retribuzione reale si è accorciata e di parecchio. E questo spiega l’alzata di scudi di tutti i sindacati che rappresentano i dipendenti della pubblica amministrazione. Per Fp e Flc Cgil, Uil-Pa e Fpl e Uil-Rua il disegno di legge di stabilità uscito dalla riunione notturna a Palazzo Chigi è «un colpo durissimo e l’ennesimo attacco ai servizi pubblici e ai lavoratori che li garantiscono». Appena più sfumata l’Ugl che apprezza «le buone intenzioni», ma ritiene comunque il testo «insufficiente». Furiosi sindacati di polizia e Cocer che esprimono tutto il loro «sconcerto». Cosa è successo nella notte tra ieri e martedì? A Palazzo Chigi è entrato un testo molto chiaro. Stabilisce che «non si dà luogo, senza possibilità di recupero, alle procedure contrattuali comunque ricadenti nel periodo 2013-2014 del personale dipendente delle pubbliche amministrazioni». In pratica, blocco dei contratti e blocco dell’indennità di vacanza contrattuale non solo fino al 2013, come era già stato stabilito ma estesi a tutto il 2014. Proseguiva poi dicendo che il periodo contrattuale si sarebbe riaperto nel 2015 e l’indennità contrattuale sarebbe stata corrisposta nel triennio 2015-17. Come calcolarla? Secondo il metodo precedente all’accordo sul modello contrattuale e quindi in base all’inflazione programmata. La reazione è stata immediata. Fare digerire un’altra stretta a chi si era già visto imporre il blocco degli stipendi degli anni precedenti, i tagli alle piante organiche di dirigenti e personale ordinario, una riforma delle pensioni tra le più impegnative d’Europa, era molto complicato. Anche se il primo blocco, scattato nel 2010 e poi prolungato a tutto il 2013 con il decreto 98/2011 ricade sulla responsabilità politica del governo Berlusconi. I sindacati sono saltati sulla sedia quando hanno capito in quale direzione il governo Monti stava procedendo. E lo hanno detto. Adesso, non è escluso che il blocco di contratti e vacanza contrattuale esca della legge di stabilità Ma il risultato per i dipendenti pubblici non cambia. Perché il governo potrebbe modificare la norma contenuta nel disegno di legge e agire, però, con un regolamento. Come prevede, del resto, il decreto 98/2011 che lasciava aperta la porta ad un prolungamento del blocco anche nel 2014, purché attuato con un apposito decreto del ministro (allora, era Renato Brunetta). «Il governo non ha operato alcun taglio dell’indennità di vacanza contrattuale K ha detto non a caso il ministro Filippo Patroni Griffi K già bloccata dal precedente governo. Per ripristinarla sarebbe stato necessario un nuovo intervento. Certe dichiarazioni di esponenti sindacali dovrebbero tenere conto della reali disponibilità delle casse dello Stato».

La Finanziaria degli statali

-10%

+6,8% 240 oltre oltre euro euro euro Fonte: Fp Cgil +22,4% 6.000 8.000 anno in cui sono scaduti i contratti della pubblica amministrazione 2009 2010 settore privato unico anno per cui è stata pagata l’indennità di vacanza contrattuale settore pubblico lavoratori dei ministeri lavoratori degli enti pubblici non economici perdita complessiva tra il 2010 e il 2014 ANSA-CENTIMETRI 2009 2010 perdita potere d’acquisto mensile dal 2010 al 2014 perdita attesa dal 2010 al 2014 (Fp Cgil) crescita delle retribuzione lorde reali dal 2002 al 2010 (calcolo Bankitalia) 2011 2012 2013 2014 Effetto del blocco dei contratti (governo Berlusconi) e stop all’indennità di vacanza contrattuale, previsto nel ddl di stabilità

Fonte: Il Messaggero

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