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Comparto Sanità: l’evoluzione normativa in tema di mobilità volontaria

Approfondimento di Stefano Simonetti

Comparto Sanità: l’evoluzione normativa in tema di mobilità volontaria

La mobilità volontaria è un istituto del rapporto di lavoro pubblico che ha subito negli anni molti interventi normativi mantenendo però sempre grandi sofferenze e difficoltà applicative. L’assetto normativo si è consolidato nel 2014 ad opera del primo decreto “Madia” che ha espropriato la materia alla contrattazione collettiva e ha stabilito alcuni punti fondamentali: la necessità di un bando da pubblicare sul sito, l’obbligo del previo assenso dell’amministrazione di appartenenza, la fissazione dei requisiti e delle competenze professionali richieste, la conferma dell’obbligatorietà della mobilità preconcorsuale. Le difficoltà sorte da questo contesto sono state parecchie per cui nel 2017 il legislatore delegato ha ritenuto di affidare alla contrattazione collettiva la possibilità di “integrare le procedure e i criteri generale per l’attuazione” della mobilità. Per maggiori dettagli sugli aspetti e le criticità della mobilità si segnala l’articolo pubblicato su sito “Il Personale.it” il 4 febbraio 2016. Il CCNL del comparto Sanità del 21 maggio 2018 ha perso però una occasione unica per rendere più operativa e trasparente la procedura di mobilità ignorando, ad esempio, la mobilità per compensazione, i motivi oggettivi per rifiutare l’assenso, i termini entro i quali il lavoratore ha diritto ad una risposta, il termine per prendere servizio.

La continua evoluzione della questione ha trovato di recente una ulteriore puntata. Infatti il decreto legge n. 4/2019 – quello che ha dettato le disposizioni attuative della quota 100 pensionistica e del reddito di cittadinanza, interventi previsti nella legge di Bilancio solo in termini generali – ha introdotto una previsione per gli Enti locali che riguarda indirettamente anche la sanità.  È accaduto che in sede di conversione del decreto – come sempre avviene – sono state aggiunte altre norme tra le quali spicca l’art. 14-bis relativo alle capacità assunzionali…

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