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Caso abolizione province E’ caos sulla Città Metropolitana

Scontro aperto non solo fra le Province lombarde e il governo, ma anche fra centrodestra e centrosinistra. Dopo la clamorosa sentenza della Corte costituzionale che ha accolto il ricorso presentato dalle Regioni contro il taglio degli enti deciso dal governo Monti, regna il caos. Motivo del contendere soprattutto la futura Città metropolitana, che risveglia gli appetiti di molti. Dal primo gennaio 2014 la Provincia di Milano avrebbe dovuto lasciare il posto al nuovo ente di secondo livello, che avrebbe dovuto comprendere anche Monza e Brianza. Non però secondo i brianzoli, che avevano chiesto di poter far parte di una macroprovincia pedemontana insieme a Varese, Como e Lecco.

Esultano ora l’Upl e il presidente Guido Podestà: «Bisogna riformare l’intera struttura istituzionale del Paese — dice Podestà — La riforma è ineludibile ma va studiata con chiarezza. Lo stop della Corte costituzionale non interrompe, però, il processo di costituzione della Città metropolitana». Il contestato decreto varato dal governo tecnico prevedeva che la Città metropolitana fosse retta da un supersindaco senza elezione diretta. Sarebbe stato dunque Giuliano Pisapia, attuale primo cittadino di Milano, a governare. Ma alla luce della decisione dei giudici ora il centrodestra, che mal digeriva una Città metropolitana arancione, rialza la testa.

«La Corte Costituzionale ha abolito la possibilità che il primo gennaio Pisapia, oppure un altro sindaco del Milanese, possa essere nominato sindaco metropolitanosenza elezioni popolari», afferma deciso il presidente del Consiglio provinciale di Milano, il pidiellino Bruno Dapei. Insomma per Pdl e Lega bisogna ripartire da zero. Non ne è affatto convinto il centrosinistra, che forte di moltissimi sindaci in regione soprattutto dopo l’ultima tornata delle amministrative, è intenzionato ad andare avanti: «La Città metropolitana non si ferma — dice Daniela Benelli, assessore all’Area metropolitana —. Milano, che su questo fronte sta già lavorando da tempo, non intende arrestare il processo di elaborazione e confronto, fortemente voluto da tutti i Comuni. Tra 15 giorni ci troveremo con i sindaci dell’area milanese per dare avvio alla fase costituente». Intanto, incombono le elezioni di primavera e i problemi di ben tre enti commissariati: Varese, Como e Lodi.

Fonte: Il Giorno

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