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C’è il primo sì del Senato con stop alle «buonuscite»

Con 137 sì, 57 no e un astenuto l’Aula del Senato ha approvato la conversione del decreto 101 sulla Pa. Il testo ora passa alla Camera. Tra le novità di ieri il via libera a un emendamento che punta a mettere un freno alle buonuscite “d’oro” dei dirigenti di società partecipate dalla Pa. La misura prevede che «nella regolamentazione del rapporto di lavoro dei dirigenti, le società controllate direttamente o indirettamente da amministrazioni o enti pubblici non possono inserire, in assenza di preventiva autorizzazione dei medesimi enti o amministrazioni, clausole contrattuali che al momento della cessazione del rapporto prevedano» per questi soggetti «benefici economici superiori a quelli derivanti ordinariamente dal contratto collettivo di lavoro applicato».

Un altro emendamento approvato salva fino a fine 2014 gli incarichi dirigenziali delle Province, in attesa della procedura di soppressione in corso. Approvate anche misure di “alleggerimento” del Sistri sia per quanto riguarda le categorie interessate che le sanzioni (per le quali viene prevista una proroga). Sull’Ilva, ci sarà la possibilità per il commissario di avere la disponibilità dei cespiti aziendali, tra cui le partecipazioni in controllate; e in caso di azienda sotto sequestro ci sarà la possibilità per il curatore di poter utilizzare i cespiti e le attività finanziarie per assicurare la continuità aziendale. Il ministro Gianpiero D’Alia si è detto soddisfatto: «Si affronta in modo serio il problema del precariato nella Pa». La questione della mobilità del personale nelle società controllate verrà ripresentata nella legge di stabilità.

Fonte: Il Sole 24 Ore

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