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Autunno caldo per gli enti locali

Sarà un autunno caldo quello che attende gli enti locali. Dopo la pubblicazione della legge n. 135/2012 di conversione del dl 95 sulla spending review, sta per scattare la fase attuativa delle numerose disposizioni che toccano l’assetto organizzativo, la finanza e le funzioni di province e comuni. I primi provvedimenti sono attesi subito dopo la pausa estiva.Entro il 10 settembre, infatti, le regioni dovranno ripartire i bonus destinati ad alleggerire gli obiettivi del Patto di stabilità interno. Sul piatto ci sono 800 milioni di euro di incentivi, per aggiudicarsi i quali i governatori dovranno mettere a disposizione di sindaci e presidenti almeno 960 milioni di spazi finanziari. C’è tempo fino al 30 settembre, invece, per raggiungere in Conferenza stato-città e autonomie locali un accordo sulla ripartizione dei nuovi tagli al fondo sperimentale di riequilibrio ed ai residui trasferimenti erariali, che per il 2012 valgono complessivamente 500 milioni per i comuni e altrettanti per le province. A tal fine, si dovrà tenere conto delle analisi della spesa effettuate dal commissario Bondi, nonché (solo per i comuni) degli elementi di costo nei singoli settori merceologici, dei dati raccolti nell’ambito della procedura per la determinazione dei fabbisogni standard e dei conseguenti risparmi potenziali di ciascun ente.Se non si troverà una quadra, la ripartizione verrà operata entro il 15 ottobre da un decreto del ministero dell’interno in proporzione alle spese sostenute per consumi intermedi desunte, per l’anno 2011, dal Siope.Tra la fine di settembre e gli inizi di ottobre entrerà nel vivo anche la complessa partita relativa al riordino delle province, che dovrà essere operato sulla base dei due criteri (popolazione non inferiore a 350 mila abitanti e superficie non inferiore a 2.500 kmq) fissati dalla deliberazione del consiglio dei ministri del 20 luglio scorso. E proprio la data di pubblicazione di tale provvedimento sulla G.U., ovvero il 24 luglio, rappresenta il riferimento per le successive scadenze. Entro 70 giorni, quindi entro il 2 ottobre, i Consigli delle autonomie locali (o, in mancanza dei Cal, gli altri organi regionali di raccordo tra regioni ed enti locali) dovranno approvare un’ipotesi di riordino relativa alle province ubicate nel territorio della rispettiva regione, inviandola alla regione medesima entro il giorno successivo. Entro i 20 giorni successivi (quindi, al più tardi entro il 23 ottobre), le regioni dovranno trasmettere al governo una proposta di riordino, formulata sulla base dell’ipotesi elaborata dal competente cal; in mancanza di quest’ultima, le regioni dovranno comunque provvedere autonomamente entro il 24 ottobre. Infine, toccherà all’esecutivo, al quale è imposto un termine di 60 giorni dalla data di entrata in vigore della l 135 (8 agosto), che scade il 7 ottobre e che, non essendo coordinato con gli altri momenti procedurali, va inteso come ordinatorio (si veda ItaliaOggi del 7/8/2012). Non è chiaro, inoltre, che forma avrà l’«atto legislativo di iniziativa governativa» che dovrà chiudere il procedimento: se, come pare, si tratterà di un disegno di legge, servirà anche un passaggio parlamentare (per questo il governo starebbe pensando a un decreto legge, ma si tratta di una soluzione problematica dal punto di vista costituzionale, si veda ItaliaOggi dell’11/8/2012). Completato il riordino, occorrerà procedere alla redistribuzione delle funzioni (che in gran parte passeranno ai comuni) e di beni e risorse umane, strumentali e finanziarie: a tal fine, si procederà con una serie di dpcm da adottare entro 60 e 180 giorni dall’entrata in vigore del dl 95 (avvenuta, lo ricordiamo, il 6 luglio): anche in tal caso, pertanto, si ritiene trattarsi di termini ordinatori. Sempre con dpcm, ma entro il 31 dicembre, si procederà, invece, a definire i parametri di virtuosità per la determinazione delle dotazioni organiche degli enti locali, sulla base dei quali dovranno essere definiti i margini di manovra di ogni amministrazione sulla gestione del rispettivo personale. Ha invece effetto immediato l’obbligo di attenersi alle convenzioni Consip o a quelle stipulate dalle centrali di committenza regionali, anche se sono fatte salve le procedure di gara il cui bando sia stato pubblicato precedentemente alla data di entrata in vigore del dl 95. La stretta sulle spese per le locazioni passive (con riduzione del 15% dei canoni attuali) andrà a regime dal 1° gennaio 2015, ma scatta fin da subito il blocco degli adeguamenti Istat, che durerà fino al 2014 compreso.Tempi più lunghi per gli interventi sulle società strumentali, ma occorre mettersi al lavoro fin da subito perché quelle che non riusciranno a beneficiare delle deroghe previste in sede di conversione del dl 95 dovranno essere dimesse entro il 30 giugno 2013 con alienazione delle partecipazioni da parte degli enti controllanti o, in mancanza, sciolte entro il successivo 31 dicembre. Dal 1° ottobre, infine, è operativo il tetto ai buoni pasto, che non potranno superare il valore giornaliero di 7 euro, mentre il nuovo taglio alle spese per l’acquisto, la manutenzione, il noleggio e l’esercizio di autovetture, nonché per l’acquisto di buoni taxi diverrà operativo nel 2013.

Fonte: Italia Oggi

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