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Assunzioni a termine negli enti

Si aprono spazi per le assunzioni a tempo determinato nei comuni. Gli emendamenti approvati dalla commissione affari costituzionali della camera al disegno di legge di conversione del dl 90/2014 sulla riforma della pubblica amministrazione puntano a flessibilizzare il fabbisogno di personale negli enti locali, sulla consapevolezza che le maglie per le assunzioni sono divenute, ormai, troppo strette. Più assunzioni a tempo determinato per comuni virtuosi. Un primo emendamento stabilisce che le limitazioni alla spesa per assunzioni di personale flessibile previste dall’articolo 9, comma 28, del dl 78/2010, convertito in legge 122/2010 non si applicano agli enti locali in regola con l’obbligo di riduzione delle spese di personale di cui ai commi 557 e 562 della legge 296/2006, nell’ambito delle risorse disponibili a legislazione vigente. Dunque, saranno esentati dal contenimento della spesa nel limite del 50% di quanto speso nel 2009 i comuni che avranno garantito la costante riduzione della spesa di personale, se soggetti al patto di stabilità, oppure non avranno valicato il corrispondente ammontare dell’anno 2008, se non soggetti al patto. Stagionali nei piccoli comuni. Sempre nell’ottica di flessibilizzare le esigenze organizzative delle amministrazioni locali, si consente ai comuni di piccola dimensione di fare fronte alle esigenze «stagionali». Uno degli emendamenti approvati prevede che a decorrere dal 2014, le disposizioni di cui all’articolo 1 comma 557 della legge 296/2006 in materia di riduzione delle spese dei personale, non si applicano ai comuni con popolazione compresa tra i 1.001 e i 5.000 abitanti, limitatamente alle sole spese di personale stagionale assunto con forme di contratto a tempo determinato. Questo, però, a condizione che tali assunzioni risultino (occorreranno specifiche motivazioni) strettamente necessarie a garantire l’esercizio delle funzioni di polizia locale in ragione di motivate caratteristiche socio-economiche e territoriali connesse a significative presenze di turisti, nell’ambito delle risorse disponibili a legislazione vigente. Demansionamenti e rimansionamenti. Tra gli emendamenti approvati, si limita il demansionamento previsto per evitare la messa in disponibilità (che prelude al licenziamento) a un solo livello professionale. Più rilevante, tuttavia, è la previsione che consentirà al personale demansionato di «recuperare» il livello professionale perduto, attraverso la mobilità volontaria. Si stabilisce infatti che il personale demansionato e ricollocato nell’ente che lo dichiara in esubero non ha diritto all’indennità di cui all’articolo 33, comma 8, del dlgs 165/2001, ma mantiene il diritto di essere successivamente ricollocato nella propria originaria qualifica e categoria di inquadramento, anche attraverso le procedure di mobilità volontaria di cui all’articolo 30, verso altri enti. Nuovo slancio allo spoils system. Dopo l’abnorme estensione della possibilità per gli enti locali di assumere dirigenti esterni fino al 30% della dotazione organica, gli emendamenti facilitano ulteriormente i reclutamenti a tempo determinato. Si prevede, infatti, di sostituire l’articolo 110, comma 5, del dlgs 267/2000 prevedendo che per il periodo di durata non solo degli incarichi a contratto in ed extra dotazione organica, ma anche per gli incarichi di direttore generale i dipendenti delle pubbliche amministrazioni sono collocati in aspettativa senza assegni, con riconoscimento dell’anzianità di servizio. Indennizzi agli emotrasfusi. Intanto ieri il ministro della salute Beatrice Lorenzin ha presentato un emendamento per riconoscere ai pazienti danneggiati da emotrasfusioni infette e da vaccinazioni obbligatorie un’equa riparazione una tantum pari, rispettivamente, a 100 mila euro e 20 mila euro per ciascun danneggiato. L’emendamento intende sbloccare l’iter dei ristori economici per circa 6.500 cittadini che hanno presentato domanda entro il 19 gennaio 2010.

Fonte: Italia Oggi

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