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Approvato Piano di azioni positive: PA tenute ad adottarlo per non incorrere nel blocco delle assunzioni

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Con determinazione presidenziale n. 7 del 20 gennaio 2017, adottata su proposta del Comitato unico di garanzia e con il parere favorevole della Consigliera nazionale di parità, è stato approvato il Piano di azioni positive 2017 – 2019, lo strumento operativo per rimuovere gli ostacoli che impediscono la realizzazione di pari opportunità e generano squilibrio, al fine di favorire la partecipazione lavorativa delle donne e realizzare l’uguaglianza sostanziale tra uomini e donne nel lavoro.

Le pubbliche amministrazioni sono tenute ad adottare il Piano, come prescritto dall’art. 48 del D. Lgs. 198/2006 (“Codice delle pari opportunità tra uomo e donna”), per non incorrere nella sanzione del blocco delle assunzioni di nuovo personale, compreso quello appartenente alle categorie protette (art. 6, comma 6, del D. L.gs. 165/2001).

Obiettivi

Il Piano, illustrato a dicembre 2016 dal Presidente del Comitato, tiene conto delle linee di indirizzo emanate dal Consiglio di indirizzo e vigilanza e delle Linee guida gestionali dell’Inps per l’anno 2017, ponendosi i seguenti obiettivi:

  • Pari opportunità
  • Conciliazione lavoro – vita privata
  • Sicurezza e benessere organizzativo
  • Diversity management – Formazione informazione e best practices
  • Criteri di valutazione della performance
  • Bilancio di genere
  • Promozione ruolo del Comitato unico di garanzia.

Nell’ambito di ciascuno obiettivo sono previste una serie di azioni da realizzare nel triennio, volte a rimuovere eventuali fattori che direttamente o indirettamente potrebbero determinare situazioni di squilibrio in termini di opportunità e a introdurre meccanismi che consentano di disinnescare queste dinamiche.

Per realizzare gli obiettivi previsti, si renderà necessario collegare il Piano di azioni positive al Piano della performance, inserendo già nel 2017 alcune azioni nel Piano di attività dei centri di responsabilità all’interno delle linee di intervento.

LEGGI la DETERMINAZIONE INPS n. 7/2017

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