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#Anci2017 – Il processo di adeguamento alle nuove regole sulla privacy

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Con comunicato del 13 ottobre 2017 l’ANCI rende noto che:

La nuova disciplina europea in tema di protezione dei dati personali impone un cambiamento di cultura e visione e richiede da parte del Sindaco l’impegno ad adottare un piano di adeguamento dal prossimo 25 maggio 2018. E per questo  dovrà accertarsi se le persone chiave della struttura organizzativa siano consapevoli dell’impatto che il nuovo regolamento avrà sulla gestione quotidiana dei dati”. È quanto afferma Franco Minucci, Amministratore Delegato di Ancitel in occasione del seminario organizzato a Vicenza in seno alla XXXIV Assemblea Annuale Anci.

I primi dati emersi da una indagine che Ancitel ha rivolto a tutti i Comuni confermano quello che per noi era solo un sospetto, ovvero che oltre il 60% dei Comuni che hanno risposto al questionario, non conoscono quali saranno i nuovi adempimenti ed il 23% dichiara di non esserne a conoscenza.

Sono nuove sfide per i Comuni che richiedono impegno e sforzo di tutta la struttura organizzativa, anche per evitare che vengano applicate le sanzioni previste dal Regolamento, e soprattutto perché deve essere garantita una risposta al cittadino, come dice il Regolamento, “senza ingiustificato ritardo”.

Occorre agire tempestivamente per non farsi trovare impreparati quando il Regolamento per la protezione dei dati sarà pienamente in vigore” conclude Minucci, e per questo Ancitel ha chiesto il supporto di Federprivacy, che è intervenuta al seminario per parlare del Responsabile della protezione dei dati, figura di cui tutti i comuni devono obbligatoriamente dotarsi con il nuovo Regolamento.

Durante il suo intervento, Nicola Bernardi, Presidente di Federprivacy, ha sottolineato che “quello dell’individuazione Data Protection Officer è un passaggio delicato per i comuni, perchè la scelta deve ricadere su una persona che deve ricoprire questo ruolo in piena indipendenza e senza ricevere alcuna istruzione da parte del titolare, e pertanto è necessario fissare dei criteri di selezione oggettivi che tengano in considerazione soprattutto il possesso della conoscenza specialistica sulla normativa in materia di protezione dei dati personali, l’esperienza maturata nel settore, e le specifiche competenze necessarie per adempiere ai compiti che gli sono attribuiti”.

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