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Anci scrive al Dipartimento Funzione Pubblica su incompatibilità incarichi presso Pa ed enti privati

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Il segretario generale dell’Anci Veronica Nicotra ha scritto al Capo Dipartimento della Funzione Pubblica del Ministero per la pubblica amministrazione e la semplificazione, Consigliere Antonio Naddeo per ricevere orientamenti in merito alle problematiche applicative poste dal D.lgs n. 39/2013 in materia di inconferibilità e incompatibilità di incarichi presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati in controllo pubblico.
Nicotra pone all’attenzione del Ministero come la norma “non prevede, in via espressa, un regime transitorio di entrata in vigore delle disposizioni ivi previste in relazione alle nuove ipotesi” regolate dal citato decreto legislativo e come ciò, di fatto, “incide su situazioni consolidatesi, nel pieno rispetto del quadro legislativo allora vigente, prima dell’entrata in vigore del decreto medesimo”.
In particolare, l’Anci rileva il contrasto tra l’art.4 del d.l. n.95/2012 che impone alla Pa, titolare della partecipazione o di poteri di indirizzo e vigilanza, di nominare propri dipendenti nei Cda delle società partecipate e l’art. 9 del D.lgs 39/2013 che prevede che gli incarichi amministrativi di vertice e gli incarichi dirigenziali nelle Pa, sono incompatibili con l’assunzione e il mantenimento, nel corso dell’incarico, di incarichi o cariche in enti di diritto privato regolati o finanziati dall’amministrazione o ente pubblico che conferisce l’incarico.
Infine, si chiede un chiarimento in merito al comma 2 dell’art. 7 del decreto in oggetto relativamente al rinnovo degli incarichi di presidente o amministratore delegato di enti di diritto privato in controllo pubblico. Il comma prevede che “coloro che nell’anno precedente siano stati presidente o amministratore delegato di enti di diritto privato in controllo pubblico da parte di provincie, comuni e loro forme associative della stessa regione, non possono essere conferiti ‘gli incarichi di amministratore di ente di diritto privato in controllo pubblico da parte di una provincia, di un comune con popolazione superiore a 15.000 abitanti o di una forma associativa tra comuni avente la medesima popolazione’”.
Se interpretata restrittivamente, la norma “non sembra permettere ai presidenti o amministratori delegati uscenti di essere riconfermati nei rispettivi consigli, anche se hanno ottenuto buoni risultati”, conclude la lettera.
 
(FONTE: Anci)

 

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