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ANCI: Governo sblocchi turnover del personale, Comuni tornino ad assumere

turnover

Con comunicato del 17/11/2016 l’ANCI rende noto che:

“Al governo chiediamo lo sblocco del turnover sul personale perché in questi anni i Comuni hanno fatto tanti sacrifici anche su questo versante, con una significativa riduzione della spesa. Abbiamo bisogno di ampliare le piante organiche e di permettere ad una nuova generazione di essere assunta dagli enti locali. In questo modo vogliamo contribuire a sostenere la ripresa economica del Paese”. Lo ha sottolineato il presidente dell’Anci Antonio Decaro intervenendo alla conferenza stampa organizzata dall’Associazione nella sala stampa della Camera, per ribadire, anche in vista della Legge di Stabilità, la necessità di sbloccare gli attuali e stringenti limiti sul turnover del personale. Alla conferenza, oltre a Decaro, erano presenti: il vicepresidente con delega al Personale Umberto di Primio, il coordinatore dei piccoli Comuni Massimo Castelli, il sindaco di Belluno Jacopo Massaro ed i primi cittadini di Corato e Coriano, Massimo Mazzilli e Domenica Spinelli.

Decaro, parlando davanti a giornalisti e deputati, ha ricordato come esistono troppi ostacoli al ricambio generazionale nelle piante organiche dei municipi italiani: “Negli ultimi cinque anni la spesa corrente dei Comuni è scesa del 4,1%, mentre quella per il personale si è ridotta di 2,2 mld. di euro, vale a dire meno il 13,5%, una restrizione – ha rimarcato – sproporzionata rispetto alla dinamica del totale P.A. (-11 mld.; -6%)”. Tutto questo mentre “i trasferimenti erariali ai Comuni passavano dai circa 10 miliardi di euro nel 2012 a 1,4 miliardi di euro nel 2015”, ha rimarcato il presidente Anci citando i dati contenuti in uno studio messo a punto dagli uffici dell’Associazione.

Il risultato è stato che “il personale in servizio delle amministrazioni comunali italiane, si è ridotto nel periodo 2007-2014 di 63.000 unità, passando da 8 dipendenti per 1.000 abitanti a 6,8 dipendenti per 1.000 abitanti”. Una situazione che è andata di pari passo con il progressivo invecchiamento del personale: 10 dipendenti su 100 hanno meno di 40 anni, mentre 60 dipendenti su 100 hanno più di 50 anni. Quanto poi ai dirigenti, uno su 100 ha meno di 40 anni; 75 dirigenti su 100 hanno più di 50 anni e 24 su 100 hanno più di 60 anni”, ha spiegato ancora Decaro.

Tutto questo scenario supporta la richiesta dell’Associazione al governo di sbloccare il turnover del personale. “Non chiediamo certo di avere una spesa maggiore perché si tratta sempre di turnover al 75% e in progressione potrebbe arrivare al 100%, in analogia con quanto avviene nei comuni con meno di 10mila abitanti. Vogliamo piuttosto avere la libertà di scegliere in quali settori assumere”, ha sottolineato Decaro. “Una volta fissato un paletto di spesa, i sindaci dovranno essere liberi di poter operare assumendo personale nei settori che ritengono più essenziali, in funzione delle scelte politiche da loro assunte”.

In questo modo, grazie allo sblocco del turnover “anche i sindaci e le nostre comunità potranno contribuire alla ripresa del Paese. Un obiettivo che – ha concluso Decaro – appare possibile ora che “abbiamo ritrovato finanziamenti sui Comuni: dai due miliardi e cento milioni di euro per rammendare le periferie, ai 700 milioni di avanzi di amministrazione sbloccati, 300 dei quali da destinare all’edilizia scolastica”.

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