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Altolà ai condannati nella Pa

Stop alle “porte girevoli” tra politica e amministrazione.
Il Consiglio dei ministri di ieri – che ha dato l’ok definitivo al decreto sulla trasparenza nella Pa – ha esaminato anche in via preliminare il decreto attuativo della legge anticorruzione che impone l’alt di un anno agli ex membri di governo che vogliono assumere incarichi nelle amministrazioni statali in cui hanno esercitato la carica oppure in Spa finanziate o vigilate dallo Stato o da enti locali.
Il divieto varrà anche per chi ha subito una sentenza di condanna (anche non definitiva) per reati contro la pubblica amministrazione.
Il Governo Monti prova dunque a esercitare la delega della legge Severino sulla prevenzione dei fenomeni di corruzione e malamministrazione dello Stato.
Il Dlgs discusso a Palazzo Chigi stabilisce in primo luogo, che i condannati per reati contro la Pa con una pronuncia non passata in giudicato (oppure per chi ha patteggiato), non possano ricoprire: posizioni di vertice nelle amministrazioni statali regionali e locali (ministri, viceministri, sottosegretari, consiglieri, assessori, sindaci eccetera); ruoli dirigenziali e di amministratori di enti pubblici nazionali, regionali e locali; cariche dirigenziali, sia interne che esterne, nella Pa e negli enti di diritto privato in controllo pubblico (nazionali, regionali e locali); incarichi di direttore generale, direttore sanitario e amministrativo nelle Asl.
E ciò per un periodo massimo di 5 anni.
Il divieto diventa perpetuo se la condanna è passata in giudicato e se è accompagnata dall’interdizione permanente dai pubblici uffici.
Lo stesso provvedimento fissa inoltre i criteri per l’«inconferibilità» di mandati nelle amministrazioni statali, regionali e locali a soggetti che provengono da enti di diritto privato regolati o finanziati.
Stop anche agli incarichi per chi nell’anno precedente è stato premier, ministro o sottosegretario.
Tutti questi soggetti per un anno non potranno avere incarichi amministrativi di vertice e dirigenziali nelle Pa in cui hanno esercitato la carica, così come non potranno diventare amministratori di enti pubblici o di un ente di diritto privato in regime di controllo pubblico di livello nazionale, controllati, vigilati o finanziati dallo Stato, che operano prevalentemente nei settori connessi con la carica ricoperta.
Nuove regole anche per gli incarichi direttivi nel comparto sanità.
I candidati, non eletti, «in elezioni europee, nazionali, regionali e locali, in collegi elettorali che comprendano il territorio di competnza della asl» non potranno guidare le aziende sanitarie locali per 5 anni.
Stop che sarà invece di due anni per gli ex membri di governo o di uno per gli ex parlamentari.
Accanto all’«inconferibilità» il Dlgs sancisce poi le cause d’«incompatibilità» per le stesse categorie di soggetti.
E applicando le disposizioni citate poc’anzi.

Il Cdm di ieri ha dato poi l’ok definitivo al nuovo regolamento sulla trasparenza amministrativa e sull’obbligo di pubblicazione dei dati sulle situazioni patrimoniali di politici, e parenti entro il secondo grado.
Adeguando il testo licenziato dal Governo in prima lettura il 22 gennaio scorso alle indicazioni del garante della privacy.
In tal senso le Pa non potranno rendere noti i dati identificativi delle persone fisiche destinatarie di sussidi e ausili finanziari, se da questi è possibile ricavare informazioni relative allo stato di salute o alla situazione di disagio economico-sociale degli interessati.
Su richiesta delle Regioni, l’Esecutivo ha anche previsto che le Pa potranno pubblicare i dati relativi al livello del benessere organizzativo interno alle pubbliche amministrazioni e i risultati delle indagini di customer satisfaction.

Confermato in blocco il resto del provvedimento.
In primis l’obbligo di pubblicazione degli atti dei procedimenti di approvazione dei piani regolatori e delle varianti urbanistiche, nonché dei dati, in materia sanitaria, relativi alle nomine dei direttori generali, oltre che agli accreditamenti delle strutture cliniche.
Spazio al principio della totale accessibilità delle informazioni sulla falsa riga del Freedom of Information Act statunitense, che garantisce l’accessibilità di chiunque lo richieda a qualsiasi documento o dato in possesso delle Pa, salvo i casi in cui la legge lo esclude espressamente.

Degno di nota inoltre il diritto di accesso civico agli atti dell’amministrazione in base al quale tutti i cittadini hanno diritto di chiedere e ottenere che le aministrazioni pubbliche rendano noti atti, documenti e informazioni che detengono e che, per qualsiasi motivo, non hanno ancora divulgato.
E non mancano misure ad hoc sui concorsi pubblici.
Oltre al rispetto degli obblighi di pubblicità legale, gli uffici pubblici dovranno rendere noti i bandi per il reclutamento a qualsiasi titolo di personale.
Previsti infine gli obblighi di aggiornamento costante dell’elenco dei bandi e di indicazione on line di quelli svolti negli ultimi due anni.
Con tanto di report su dipendenti assunti e spese sostenute.

I provvedimenti esaminati dal Cdm

LE NUOVE REGOLE SULL’INCOMPATIBILITÀ…

MEMBRI DI GOVERNO

Il decreto attuativo della legge anticorruzione esaminato ieri in via preliminare prevede che i ministri, i viceministri, i sottosegretari e i commissari straordinari di governo stiano fermi un anno.

Nel quale non potranno ottenere incarichi né nella amministrazioni statale in cui ha esercitato la carica né in enti controllati, vigilati o finanziati dalla stessa Pa

AMMINISTRATORI LOCALI

Più lungo il “raffreddamento” imposto agli amministratori regionali e locali.
Gli ex membri di giunte e consigli regionali non potranno avere incarichi in Regione per due anni e negli enti locali per un anno.
Stesso discorso per gli ex amministratori locali: stop di due anni per incarico nello stesso ente, di un anno per incarichi in un altro ente

DIRIGENTI SANITARI

Riscritte anche le regole sulle incompatibilità per gli incarichi direttivi nelle aziende sanitarie locali.
I candidati, non eletti, «in elezioni europee, nazionali, regionali e locali, in collegi elettorali che comprendano il territorio di della asl» non potranno avere incarichi nelle asl stesse per 5 anni.
Stop da uno a due anni anche per ex membri di governo o ex parlamentari

…E SULLA TRASPARENZA NELLE PA

DATI PATRIMONIALI

Istituito l’obbligo
di pubblicità: delle situazioni patrimoniali di politici,
e parenti entro il secondo grado; degli atti dei procedimenti
di approvazione dei piani regolatori e delle varianti urbanistiche; dei dati, in materia sanitaria, relativi alle nomine dei direttori generali, oltre che agli accreditamenti delle strutture cliniche

USO CIVICO

Introdotto un principio generale di trasparenza sul modello del Freedom of Information Act statunitense: accesso libero a tutti i dati in possesso della Pa.
Sancito poi il diritto di accesso civico: tutti i cittadini hanno diritto di chiedere e ottenere che le Pa pubblichino atti, documenti e informazioni che detengono e che non hanno ancora divulgato

RISPETTO DELLA PRIVACY

Rispetto al testo esaminato il 22 gennaio sono state recepite alcune osservazioni del Garante della privacy.
Escludendo ad esempio la pubblicazione dei dati identificativi delle persone fisiche destinatarie di sussidi e ausili finanziari se diffondono informazioni relative allo stato di salute o alla situazione di disagio economico-sociale degli interessati

Fonte: Il Sole 24 Ore

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