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Agenzia segretari, tutto un bluff

A distanza di quasi due anni, l’iter di soppressione dell’Agenzia per la gestione dell’albo dei segretari comunali e provinciali (Ages) incontra notevoli risvolti critici sia sotto il profilo dell’economicità che dell’efficienza. Anzi, la scarsa attenzione dedicata al problema dall’amministrazione subentrante, ovvero il ministero dell’interno, nonché il lungo perpetrarsi di modalità ancora provvisorie, induce a dubitare che si voglia portare a compimento il processo di soppressione statuito dal decreto legge n. 78/2010.
Nel frattempo, tra spese di personale e quelle relative a servizi vari, l’ex Ages ha sostenuto costi per poco più di 2 milioni di euro.
È il j’accuse che la sezione centrale di controllo sugli enti della Corte dei conti ha messo nero su bianco nel testo della deliberazione n. 1 depositata ieri, avente per oggetto la verifica sullo stato di attuazione del processo di soppressione e incorporazione di enti e organismi pubblici previsto dall’articolo 7 della manovra varata nel maggio 2010. Un processo che oltre a coinvolgere l’Ages comprende, tra gli altri, l’ente teatrale italiano, l’Istituto per la promozione industriale e l’Istituto di studi e analisi economica.
Con riferimento all’Ages, la Corte ha sottolineato che, in tempi brevi, il Viminale, con decreto del 31 luglio 2010, ha istituito un’unità di missione con il compito di svolgere le attività gestionali per sei mesi. Ma, di proroga in proroga, tale unità sarà attiva sino al prossimo 30 giugno. Tralasciando le vicissitudini riportate, che hanno comunque condotto al mancato varo del rendiconto, per effetto della mancanza dell’organo di revisione, la Corte sottolinea che, a oggi, «è ancora in via di definizione il dm interno che contenga le date di effettivo esercizio delle funzioni trasferite e l’individuazione delle risorse umane, strumentali e finanziare».
La Corte ha anche messo nero su bianco i costi dell’Ages, nonostante la disposta soppressione. Interessanti le voci relative ai servizi. Da un lato i servizi legati al funzionamento degli uffici dell’ex Agenzia, quali, tra gli altri, l’elaborazione e stampa degli stipendi, la cui spesa sostenuta dall’1/8/2010 al 31/12/2011 è stimata in oltre 90 mila euro e la tenuta della contabilità economico patrimoniale che viene stimata in oltre 174 mila euro. Sommando altre voci, la spesa sostenuta dopo la soppressione ammonta a 292 mila euro oltre Iva. Vi è però un secondo gruppo messo a fuoco dalla Corte, ovvero quello delle spese strutturali. Tra queste, i servizi informativi, la cui spesa per il periodo 1/8/2010 -31/12/2011 è stimata in poco più di 510 mila euro, una voce di spesa «Global service agenzia in Roma» stimata in circa 500 mila euro più Iva, la fornitura di buoni pasto, costata 304 mila euro, servizi assicurativi per 227 mila euro, servizi esterni per l’informatica della sede centrale (52 mila euro), servizi legati all’espletamento dell’ultimo concorso dei segretari comunali e provinciali, pari a 186 mila euro. Aggiungendo altre voci, la Corte mette nero su bianco che tali servizi, detti strutturali, ammontano a 1,7 milioni di euro.
In definitiva, per la Corte, il processo di soppressione dell’Ages, ancora oggi non definito, sembra celare difficoltà nell’adozione di decisioni definitive legate alle sorti dell’ente, ma non si può non vedere che, di fatto, si sono prodotte situazioni e circostanze che mostrano gravi criticità per i profili dell’economicità e dell’efficienza. Una gestione transitoria che per sua natura si deve risolvere in tempi brevi, gestisce l’ordinarietà da quasi due anni in quanto sono assenti gli strumenti, giuridici e finanziari, per porre fine alla vicenda.

Fonte: Italia Oggi

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