Questo articolo è stato letto 0 volte

A rischio i dirigenti di polizia provinciale

A rischio il lavoro di alcune centinaia tra funzionari e dirigenti dei corpi di polizia provinciale. Il dl 78/2015, come è noto, ha stabilito che i dipendenti dei corpi di polizia provinciale dovranno confluire nei corpi della polizia comunale. Una decisione che appare, forse, ovvia. Invece, a guardare meglio, essa presenta non pochi profili critici. Il primo è di ordine organizzativo. Le competenze della polizia provinciale sono piuttosto differenti da quelle della polizia locale, in quanto abbracciano soprattutto la vigilanza su ambiente, caccia e pesca, con limitate competenze in tema di codice della strada lungo le strade provinciali. L’articolo 5 del dl 78/2015, però, non si limita a prevedere il trasferimento dei dipendenti dei corpi di polizia provinciale verso quelli di polizia comunale: lascia ferme le previsioni dell’articolo 1, comma 89, della legge 56/2014 e il compito delle regioni di fissare, con proprie leggi, le modalità del riordino delle funzioni in tema di polizia provinciale. Solo successivamente dovrebbero considerarsi possibili i trasferimenti presso i comuni, per evitare che le funzioni di polizia provinciale restino sostanzialmente non presidiate o risultino, addirittura, cancellate. Il testo definitivo dell’articolo 5 del dl 78/2015 cancella la previsione contenuta nelle bozze circolate, secondo la quale i comuni sarebbero subentrati nelle funzioni di polizia provinciale. La conseguenza è, allora, che dovranno essere le regioni a fare proprie dette funzioni, mentre i comuni utilizzeranno i componenti dei corpi di polizia provinciale esclusivamente per lo svolgimento delle funzioni comunali. Le conseguenza di un sistema così arzigogolato e approssimativo sono allora evidenti. I comuni nella gran parte dei casi ambiranno ad acquisire gli agenti di polizia locale, inquadrati nelle categorie C. Molto difficilmente saranno richiesti, invece, i funzionari (capi squadra, vice comandanti o, in alcuni casi, anche comandanti) della Categoria D e, meno che meno, i poco meno di 100 dirigenti che guidano i corpi della polizia provinciale. Infatti, in generale la necessità di assicurare ai corpi di polizia comunale una struttura gerarchica chiara ed efficiente, i posti di vertice organizzativo sono tutti occupati. Dunque, fatte le possibili eccezioni, è evidente che la posizione dei dirigenti e dei funzionari dei corpi di polizia provinciale si fa molto delicata e il loro destino lavorativo dipende dall’effettiva volontà delle regioni di fare proprie le funzioni di vigilanza.

Fonte: Italia Oggi

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>