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A giugno un avanzo di quattordici miliardi

Conti pubblici A giugno un avanzo di quattordici miliardi A PAGINA 9 Il governo ha stretto decisamente i rubinetti della spesa pubblica, e le entrate fiscali dell’autotassazione sono andate molto bene. Risultato, dopo un aprile e un maggio in cui i conti pubblici erano andati malissimo, con un deficit in netta crescita rispetto allo stesso periodo del 2012, il mese di giugno è decisamente positivo. Per la precisione, come ha comunicato ieri il Tesoro, giugno chiude con un avanzo di circa 14,1 miliardi di euro, contro i 5,587 miliardi di euro del giugno 2012. Vale a dire un miglioramento di circa 8 miliardi di euro rispetto a 12 mesi fa, merito appunto dell’azione incrociata del contenimento delle spese – in particolare di quelle delle amministrazioni centrali – e dell’aumento degli incassi del fisco. Una vera e propria boccata d’ossigeno per le casse dello Stato. Sul versante delle entrate, il gettito fiscale del primo semestre, spiega il Tesoro, «è in linea con il raggiungimento degli obiettivi programmatici fissati dal governo»; per quanto concerne l’andamento delle spese, invece, il miglioramento è in parte dovuto – spiega via Venti settembre – allo slittamento di alcuni pagamenti al mese successivo. I rimborsi fiscali hanno registrato inoltre una diminuzione di 400 milioni rispetto a giugno 2012, ma nel primo semestre mostrano complessivamente un aumento di 2,2 miliardi rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. L’aumento dei rimborsi è dovuto agli effetti del decreto sui debiti commerciali della pubblica amministrazione, che prevede la possibilità del pagamento anche tramite rimborsi fiscali. Tra le entrate fiscali del mese si segnala un aumento degli introiti per autotassazione. Un’ottima notizia per il ministro dell’Economia Saccomanni, che ieri in un’intervista al «Tg4» ha spiegato che una soluzione alla vicenda dell’Imu potrebbe arrivare prima d i Fe r rago s t o. « Credo che questa questione sia stata già lungamente dibattuta e se riusciamo a risolverla prima di Ferragosto saranno contenti tutti, me per primo» ha detto. Tuttavia il titolare del Tesoro non ha negato le difficoltà in cui si trova il governo nel reperire le risorse per bloccare l’aumento dell’Iva e varare la riforma dell’Imu. «Il presidente Berlusconi ha ragione, non è impossibile» trovarle, ha risposto, «io ho detto che non è facile, non ci sono tagli indolori». Sempre per Saccomanni «la ripresa piena» della congiuntura economica ci sarà «nel quarto trimestre dell’anno e poi l’anno prossimo» ha assicurato commentando i dati di Confindustria. Dati che indicano , ha osservato , «l’uscita dalle fase di recessione e che si sta entrando nella fase di ripresa». Certo è che il quadro politico non aiuta l’Esecutivo. Ci sono le fibrillazioni dei centristi, e sempre ieri Saccomanni ha avuto un incontro di circa un’ora e mezza con il capogruppo Pdl alla Camera Renato Brunetta. Al «Tg4» il ministro dell’Economia ha detto che i problemi sono soprattutto «di tipo mediatico, uno legge il giornale poi fa una dichiarazione cui segue una controdichiarazione e così via». Ma a quanto risulta in realtà il summit con Brunetta è andato tutt’altro che bene, almeno dal punto di vista dell’esponente del Pdl. Che ha avuto l’impressione di un interlocutore molto sulle sue e poco incline a farsi coinvolgere sulla linea intervista propugnata dal partito di Berlusconi. Nei prossimi giorni il quadro si chiarirà: ad esempio, il destino della nuova “service tax» che metta insieme Imu e Tares, o gli eventuali collegamenti tra Imu e indicatori di reddito. Intanto vengono al pettine i circa 7.800 esuberi individuati tra gli uffici nella pubblica amministrazione dalla spending review. Numeri che «nascono dall’applicazione di norme che ho il dovere di far rispettare» taglia corto ministro per la Pubblica amministrazione, Gianpiero D’Alia. Tra le strade possibili, requisiti previdenziali pre -riforma Fornero e mobilità.

Fonte: La Stampa

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